IT8224915A1 - Uso di peptidi come medicamenti - Google Patents

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IT8224915A1 IT1982A24915A IT2491582A IT8224915A1 IT 8224915 A1 IT8224915 A1 IT 8224915A1 IT 1982A24915 A IT1982A24915 A IT 1982A24915A IT 2491582 A IT2491582 A IT 2491582A IT 8224915 A1 IT8224915 A1 IT 8224915A1
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Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo:
"USO DI PEPTIDI COME MEDICAMENTI"
RIASSUNTO
Alcuni derivati di glucagone, contenenti il frammento glucagonico His-Ser-Gln-Gly-Thr-Phe-Thr-Ser-Asp-Tyr- Ser-Lys-Tyr-Leu-Asp-Ser-Arg-Arg-Ala-Gln-Asp- connesso al gruppo idrossi o a una delle catene peptidiche -Phe-Vai-Gln-Trp-Leu o -Met-Asn-Thr o una delle ultime due catene peptidiche, in cui uno o pi? amino acidi sono stati omessi, hanno un effetto di rilascio dell?insulina in condizioni di iperglicemia.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce all?uso di peptidi della formula generale
(I)
in cui R' rappresenta His-Ser-Gln-Gly-Thr-Phe-Thr-Ser-Asp-TyrSer-Lys-Tyr-Leu-Asp-Ser-Arg-Arg-Ala-Gln-Asp- , e R" rappresenta OH, la catena peptidica -Phe-Val-Gln-Trp-Leu o -Met-Asn-Thr o una corri spondente catena peptidica o di amino acido, identica a una delle ultime due catene peptidiche menzionate, con l'eccezione che un amino acido o pi? amino acidi sono stati omessi, o sali di essi, co me agenti rilascianti l'insulina.
Come esempi-di- "corrispondente catena peptidi ca~odi amino~acido~identica a una delle ultime due catene peptidiche menzionate, con l'eccezione che uno o pi? amino acidi sono stati omessi? di cui sopra, possono essere menzionate -Val-Trp e -Met-Asn.
Il glucagone, un ormone polipetidico costituito da 29 amino acl di, ? noto possedere molti effetti farmacologici quali un effetto spasmolitico sulla muscolatura liscia, un effetto inibitore sulla secrezione acida gastrica, ed effetti metabolici, per esempio un effetto rilasciante l'insulina.
E' noto che il glucagone rilascia insulina da pancreas di ratto isolato e perfuso . E' stato ora trovato che il glucagone(1-21) non ha tale effetto, quando viene infuso, alla stessa concentrazione del glucagone, a condizione che la concentrazione di glucosio del tampone sia 0,6 mg/ml, corrispondente a ipoglicemia. Inol^ tre, ? stato ora trovato che il glucagone(l-21) - al contrario del glucagone - non provoca iperglicemia o rilascio di insulina in vivo in ratti normalmente alimentati. Tuttavia, ? stato sorprender, temente trovato che il glucagone(1-21) possiede circa l'85# del,l'effetto di rilascio della IRI (immunoreactive insulin, cio? in sulina immunoreattiva) del glucagone, nel modello di pancreas di ratto perfuso, quando la concentrazione di glucosio del tampone ? 2,0 mg/ml, corrispondente a iperglicemia, e il 60% circa dell'ef fetto di rilascio della IRI del glucagone quando la concentrazione di glucosio del tampone ? 1,5 mg/ml, corrispondente a moderata iperglicemia. Studi su ratti e maiali caricati con glucosio, hanno" ora mostrato che il glucagone(1-21), infuso per via endovenosa, aumenta la tolleranza al glucosio, vedi esperimenti da A a c pi? avanti. Poich? il glucagone(1-21) possiede l'effetto di rilascio della IRI del glucagone, in presenza di iperglicemia, sebbene al tem po stesso privo degli effetti glucogenolitici e gluconeogenetici del glucagone, esso pu? essere utilizzato nel trattamento di diabetici con residua funzione delle cellule beta. Un tale uso dovrebbe essere specialmente sicuro poich? durante il trattamento non si verifica ipoglicemia, a causa della mancanza dell'effetto di rilascio della IRI in presenza di ipoglicemia e di normoglice mia. Quando il glucagone(l-2l) viene infuso in ratti e maiali con livelli di glucosio del plasma inferiori a 1,2 mg/ml, esso non rilascer? IRI n? influenzer? i livelli di glucosio nel plasma, vedi esperimento D pi? avanti,
In Diabetes 21 (1972), 843, ? stato asserito nel sommario che la struttura necessaria per 1'azione insulinogenica ? localizzata entro la sequenza di amino acidi 24-29 nel glucagone. Al contrario ? stato ora sorprendentemente trovato che la struttura per l'azione insulino genica ? nella sequenza di amino acidi 1-21, purch? sia presente iperglicemia
Inoltre, ? stato sorprendentemente trovato che il glucagone(1-26) e il des(22-26)glucagone possiedono un effetto di rilascio dell'insulina nel modello di pancreas di ratto perfuso, quando la con centrazione di glucosio del tampone ? 2,0 mg/ml.
Ci si dovrebbe aspettare che tutti i composti di formula I avessero un effetto di rilascio dell'insulina in caso di iperglicemia poich? il glucagone, il glucagone(1-26), il des(22-26)glucagone . e il glucagone(1-21) hanno questo effetto. Tuttavia, contrariameli te al glucagone(1-21), il glucagone ha anche"un effetto di rilascio dell 'insulina in presenza di normoglicemia e di ipoglicemia.
Nella domanda di brevetto danese No. 2885/81 ? stato affermato che i composti di formula I possiedono effetto spasmolitico e un effet^ to inibitore sulla secrezione acida gastrica, inoltre, ? stato asserito che questi composti di formula I mostrano effetti metabolici minori e di secondaria importanza o addirittura nulli. L?asserzione in detta domanda di brevetto danese, che il glucagone(1-21) non rilascia insulina dal pancreas di ratto isolato e perfuso, pu? essere applicata se la concentrazione di glucosio del tampone ? di 1,0 mg/ml,corrispondente a normoglicemia, o se al di sotto di questa concentrazione. In base a ci?, ? sorprendente che i composti di formula I abbiano un effetto di rilascio dell'insulina su animali caricati con glucosio corrispondente a iperglicemia.
Gli effetti metabolici del glucagone(1-21)/, del glucagone(1-26;)' e del des(22-26)glucagone, come spiegati dal loro effetto lipoli tico su cellule grasse libere di ratto, in vitro, e dal loro effetto sull'attivazione della adenilciclasi in vitro, sono di secondaria importanza paragonati agli effetti metabolici del gluca gone. Non sono stati trovati effetti metabolici dopo somministra zione in vivo a ratti tenuti a digiuno o alimentati secondo le tecniche usuali.
Per cui, i composti di formula I o i loro sali possono essere utilizzati come agenti di rilascio di insulina. I composti di for mula I o i loro sali sono quindi utili per il trattamento di dia betici, per esempio, di quelli con funzione residua di cellule beta. Il fatto che i composti di formula I mostrino anche effetti) spasmolitico ed effetto inibitore sulla secrezione acida gastrica, non ne precluder? l'uso come agenti di rilascio dell'insulina in molti, se non in tutti i casi. Al contrario, la combinazione degli effetti potr? provocare un vantaggio, per esempio, nei diabetici di tipo 2.
Come esempi specifici possono essere menzionati i composti noti di formula I: glucagone(l-21), glucagone(1-23), glucagone(l-25), glucagone( 1-26) e des(22-26)glucagone. I rimanenti composti di formula le i loro sali possono essere preparati mediante metodi che, generalmente, sono noti nella sintesi peptidica, e in relazione a ci? si fa riferimento, per esempio, a: domanda di breve_t to danese No. 2885/81; Hoppe-Seyler 's Z. Physiol.Chem. 362 (1981), 665 - 677; Methoden der Organischen Chemie (Houben-Weyl), Ed.: Mtller, Vol. XV/l 2, G. Thieme Verlag, Stuttgart, 1974; The Pe? tides Ed.: Gross and Meienhofer, Voi. 1- 4, Academic Press, 1981 and Appi.Biochem.Biotech. 7 (1982), 385 e seguenti.
I composti di formula I vengono convertiti in preparazioni farmaceu tiche e somministrati, preferibilmente a esseri umani, in analogia con metodi noti.
I composti di formula I e loro sali possono essere somministrati per via endovenosa, intramuscolare o sottocutanea^a'-dosi-nell-'intervallo di circa 1-1000?g/kg di peso corporeo, preferibilmente di circa 10-100 /ug/kg di peso corporeo, sebbene possa essere somministrata una dose inferiore o superiore. Il dosaggio richiesto dipender? dalla gravit? delle condizioni del paziente e dal numero di somministrazioni giornaliere. Inoltre, i composti di formula I e i loro sali possono essere somministrati per via nasale o rettale, I composti di formula I devono essere possibilmente somministrati per via orale, per esempio mediante l'uso di speciali additivi.
Allo scopo di somministrazione parenterale, i composti di formula I possono essere sciolti in acqua distillata e il valore del pH, se desiderato, pu? essere regolato con un tampone adatto, cos? da essere nell'intervallo tra circa 6 e 8. Inoltre, la soluzione pu? essere regolata all'isotonicit?, per esempio mediante aggiunta di cloruro di sodio allo 0,9% circa. Per facilitare il procedimento di liofilizzazione che si risolve in un prodotto facilmente utiliz zabile, alla soluzione pu? essere aggiunto, per esempio, il lattosio. Dopo di che, la soluzione pu? essere filtrata sterilmente e posta in fiale. Quindi, le soluzioni possono essere liofilizzate e le fiale possono essere sigillate in condizioni asettiche.
Possono essere impiegati altri metodi farmaceutici per controllare la durata dell'azione. Preparazioni a rilascio controllato possono essere ottenute mediante l'uso di polimeri per complessare o adsor bire i composti di formula I. Il rilascio controllato pu? essere esercitato selezionando macromolecole appropriate (per esempio po liesteri , poliam?no acidi, polivinilpirrolidone, etilenvinilaceta to, metilcellulosa, carbossimetilcellulosa e solfato di protamina) e la concentrazione di macromolecole come pure i metodi di incorporazione per controllare il rilascio del farmaco. Inoltre, median te somministrazione parenterale di ima sospensione dei composti in forma di cristalli o di aggregati, ? possibile ottenere un'azione di durata pi? lunga di quella ottenuta con una soluzione acquosa, poich? i composti vengono sciolti in modo continuo, processo, questo, che pu? essere controllato da fattori ben noti (per esempio forma dei cristalli, tipo degli aggregati e area superficiale). Un altro metodo possibile per controllare la durata dell'azione median te preparazioni a rilascio controllato, ? di incorporare i composti di formula I in particelle di un materiale polimerico in forma di matrice o di sistemi bioerosibili, per esempio, il glucagone(l-21) in poliesteri, poliamino acidi, idrogels, poli (acido lattico) o copolimero:'etilene-viniiacetato. Anzich? incorporare i composti in particelle polimeriche, ? possibile intrappolare i composti di for mula I in microcapsule preparate, per esempio, con tecniche di eoa cervazione o per polimerizzazione interfacciale, per esempio, microcapsule di idrossietilcellulosa o di gelatina e rispettivamente microcapsule di poli(metilmetacrilato) , o in sistemi colloidali di alimentazione del farmaco, per esempio liposomi, microsfere di albumina, microemulsioni, nanoparticelle e nanocapsule, o in macro emulsioni.' Un altro meccanismo per ottenere preparazioni ritardate ? attraverso l'uso di soluzioni oleose biologicamente accettabili (per esempio olio di viscoleo e olio di arachide)-in cui-ilrilascio del farmaco ? controllato dalla ripartizione del farmaco ai di fuori dell'olio nel mezzo acquoso circostante. Inoltre ? possjL bile utilizzare una sospensione oleosa che combina i principi coinvolti in sospensioni acquose e soluzioni oleose.
Allo scopo di somministrazione nasale, viene utilizzata una soluzione in un dispositivo di spray nasale o in un nebulizzatore. I composti di formula I vengono sciolti in acqua distillata e il va lore del pH viene regolato cos? da essere nell'intervallo tra cir ca 6 e 8, per esempio, con aggiunta di fosfato sodico e di acido citrico come tampone, possono essere utilizzati cloruro sodico, sorbitolo e glicerolo per ottenere una soluzione isotonica con una viscosit? adatta. La soluzione pu? essere somministrata mediante l 'uso di un nebulizzatore adatto o di tino spray di plastica. La soluzione pu? essere conservata utilizzando conservanti noti, per esempio metii o propil p-idrossibenzoati. Per favorire l'efficacia possono servire come esempi di acceleratori di assorbimento un tensioattivo, per esempio esteri di poliossietilene, acidi grassi o derivati di enamina, per esempio N-(l-metil-2-etossicarbonilvinil)D-fenilglicina. Al fine della somministrazione nasale con l'uso di 1 una dose spray aerosol, un composto di formula I viene miscelato con costituenti adatti e con una miscela di alogenocarboni, per esempio monofluorotriclorometano, difluorodiclorometano e tetrafluorodi cloroetano, per ottenere una miscela con una pressione di vapore che produca una dose singola ben definita, quando la mi scela viene somministrata per l'uso di una dose spray aerosol? Per somministrazione nasale i composti di formula I sono usati pre feribilmente in un intervallo di dosaggio tra circa 0,1 e 100/ugA s di peso corporeo, preferibilmente tra 1 e 10/ig/kg di peso corporeo per dose singola. Questa dose potr? essere somministrata molte volte al giorno.
Al fine della somministrazione per via rettale, vengono prodotte supposte per miscelazione di un composto di formula I con un costituente irattivo, come burro di cacao, o con una base come Pol?sorbato 85, propilene glicol monostearato e cera bianca d'api. Tensioattivi e/o derivati di enammine possono servire come esempi di promotori d'assorbimento.
Una sottoclasse preferita di composti,di formula I ? costituita da composti in cui la sequenza amino ad dica ? identica a una parte continua della sequenza amino ad dica del glucagone. Come esempi di composti specifici di formula I, possono essere menzionati i composti in cui R" ? Phe, Val, Gin, Trp, Leu, Met, Asn o Thr?-Un composto preferito di fonnula I ? il glucagone(1-21) poich? mostra propriet? farmacologiche superiori e poich? pu? essere ottenuto fa cilmente, per esempio, dal glucagone naturale. Come esempi di sali di composti di formula I possono essere citati i sali di sodio, po tassio, magnesio, calcio e zinco e i sali di addizione con acidi organici o inorganici, come l'acido formico. Sali preferiti dei com posti di formula I sono i sali fisiologicamente e farmaceuticamente accettabili.
La presente invenzione si riferisce anche a una~composizione farmaceutica comprendente un composto di formula I o un sale di esso e uno o pi? veicoli farmaceuticamente accettabili, diluenti, preferibilmente acqua, e/o eccipienti, quando utilizzata come farmaco ri? lasciante insulina. Come esempi di tali veicoli convenzionali posso no essere citati i conservanti, per esempio metil o propil p-idrossibenzoato, e cloruro di sodio.
Qualunque nuova caratteristica o combinazione di caratteristiche qui descritte ? considerata essenziale.
Le abbreviazioni di tre lettere per gli amino acidi, qui utilizzate, sono stabilite in J, Biol. Chem. 243 (1968), 3558. Per brevit?, il glucagone-( 1-21)-eneicosapeptide qui ? stato chiamato glucagone-(1?21), e analogamente, questo avviene per il glucagone(1-23) per il glucagone(1-25) e per il glucagone(l-26)>, Inoltre, il des-penta peptide-(22-26 )-glucagone ? stato chiamato des(22-26)gI?cagone? Il seguente esempio, che non viene tuttavia considerato limitativo, ? presentato per illustrare l'invenzione.
ESEMPIO
Una preparazione per somministrazione parenterale, contenente 1 ,mg di glucagone(1-21) per mi, pu? essere preparata come segue:
1 g di glucagone(1-21) e 99 g di lattosio sono sciolti in un
litro d'acqua distillata e il valore del pH viene regolato a 7,0.
La soluzione viene poi sottoposta a filtrazione sterilizzante. La soluzione sterile viene posta in 10 fiale in modo tale che ogni fiala contenga 1,0 mi della soluzione. Le soluzioni vengono poi liofilizzate e le fiale vengono sigillate in condizioni asettiche.
La preparazione in ciascuna delle fiale deve essere sciolta in 1,0 mi di acqua sterile prima della somministrazione.
Ulteriori esempi di preparazione di preparati contenenti glucagone-(1-21) sono descritti nella domanda di brevetto danese No. 2885/81. Preparazioni contenenti altri composti di formula I sono ottenute in modo analogo.
ESPERIMENTO A:
Effetto sul rilascio-lRI in ratti in vivo.
10 ratti maschi, ceppo Vistar, 150 g (+/- 5 g) furono anestetizzati con Pentobarbitale. Cateteri di polietilene furono inseriti nella arteria carotide destra per il campionamento del sangue, e nella vena giugulare sinistra per le infusioni. I ratti furono divisi in due gruppi di cinque animali per ciascun gruppo. Un gruppo fu sottoposto a infusione con glucosio (1,5 mg/min) per 0-60 minuti (placebo) e un gruppo fu sottoposto a infusione con glucosio (1,5 mg/min) glucagone(1-21) (100 ?g/kg/h) per 0-60 minuti. Il sangue fu campionato in provette su ghiaccio'? contenenti eparina (250 Ul/ml) e aprotinina (600 KUl/ml) ai tempi 0, 1, 10, 20, 30, 40, 50 e 60 minuti. L'insulina fu determinata mediante radioimmuno assay (RIA) sul plasma. I risultati sono riportati nella Tabella I qui sotto.
TABELLA I
ESPERIMENTO B:
Effetto sui livelli di glucosio piasmatico in ratti in vivo.
1. Somministrazione endovenosa.
Ratti maschi Wistar furono preparati come descritto nell?Esperimen to A. Un gruppo di 5 ratti aveva una infusione endovenosa di gluco sio (2 mg/min) per 0-30 minuti seguita da infusione di soluzione fisiologica dello 0,9% con lo 0,1% di HSA (human serum albumin, albumina di siero umana). Un gruppo di 5 ratti aveva un'infusione en doverosa di glucosio (2 mg/min) per 0-30 minuti, seguita da un?infusione di 1 mg di glucagone (1-21) in soluzione fisiologica con HSA per 30-60 minuti, vennero prelevati campioni di sangue dall?ar teria carotide ai tempi 0, 2, 5, 10, 20, 25, 30, 40, 50, e 60 minu ti e i valori di glucosio ematico furono determinati mediante il me todo della esochinasi in un autoanalizzatore. I valori di glucosio ematico sono riportati nella Tabella II di sotto.
TABELLA II
2. Somministrazione perorale di glucosio.
L'effetto del glucagone(1-21) fu studiato in ratti durante un test di tolleranza al glucosio orale. 20 ratti maschi Wistar furono divisi in 2 gruppi di 10 ratti e dosati come segue: entrambi i gruppi furono dosati con glucosio (5 g/kg, per via perorale) a 0 e 60 minuti. Il gruppo placebo fu dosato con 1 mi di soluzione fisiologica allo 0, 9 con lo 0,1 % di HSA, per via intraperitoneale, ai tempi 0, 30, 60 e 90 minuti. L'altro gruppo fu dosato con glucagone(1-21) (l mg/kg) in soluzione fisiologica allo 0, 9%, con HSA, ai tempi 0, 30, 60 e 90 minuti. Campioni di sangue furono prelevati dalle code ai tempi -5, O, 15, 30, 45, 60, 90, e 120 minuti per l? determinazione del glucosio ematico. I valori di glucosio ematico sono riportati nella Tabella m qui sotto.
TABELLA III
ESPERIMENTO C:
Effetto sui livelli di glucosio ematico in maiali in vivo,
1, Somministrazione endovenosa.
L'effetto di glucagone(1-21) sui livelli di glucosio del plasma fu studiato durante una infusione endovenosa d? glucosio, 4 maiali femmina (razza danese/Yorkshire) del peso di 30 kg { /- 3 kg)? furono-dosaii-con-glucosio-(0,7_g/kg/h)_sottoforma_di_infusione endovenosa, e con la stessa infusione di glucosio infusio ne di glucagone(l-21)(100/ug/kg/h) per 0-120 minuti. L'esperimen to venne effettuato come esperimento cross-over. I maiali furono sottoposti a infusione endovenosa con cateteri nellOrecchio, e vennero prel?vati campioni di sangue dall'altro orecchio ai tempi 0, 15, 30, 45, 60, 75, 90, 105 e 120 minuti. Il glucosio venne ana lizzato mediante il metodo della esochinasi e i valori di glucosio ematico sono riportati nella Tabella iv qui sotto.
TABELLA IV
2. Somministrazione perorale di glucosio.
L'effetto del glucagone(l-21) sui livelli di glucosio piasmatico, fu studiato durante una prova di tolleranza al glucosio orale in maiali.
4 maiali furono trattati in un esperimento cross-over,con glucosio (5 q/kg) per via perorale a 0 e 60 minuti placebo (soluzion? fisiologica con HSA) o glucagone(1-21) (1 mg/kg/h) per 0-120 minuti, per via endovenosa. Campioni ematici furono prelevati da una vena dell'orecchio ai tempi -5, 10, 20, 30, 45, 60, 75, 90, 105, e 120 minuti, il glucosio piasmatico fu saggiato mediante il metodo della esochinasi. I valori di glucosio piasmatico sono riportati nella Tabella V qui sotto.
TABELLA V
_
ESPERIMENTO D:
Studi dell?effetto del glucagone e del glucagone(1-21) sui livelli di glucosio piasmatico e di IRI piasmatica in ratti normoglicemici. Glucagone (l mg/kg) e una dose equimolecolare di glucagone(1-21), cio? 0,77 mg/kg, furono iniettati per via endovenosa al tempo di partenza (tempo: 0 minuti) a ratti maschi Vistar normalmente alimen tati, del peso di 150 g (+/- 5 g)? Vennero presi campioni di sangue dal plesso orbitale ai tempi -5, 2, 5, 10, 15, 30, e 60 minuti. Il glucosio ematico fu saggiato in accordo con il metodo della esoclrti nasi, e l'insulina piasmatica fu saggiata mediante RIA. Il glucagone aveva un effetto significativo di aumento sul glucosio ematico e sulla IRI piasmatica. Al contrario del glucagone, il glucagone(1-21) non ha effetto su questi parametri. Valori medi di glucosio ematico (N = 10) sono riportati nella Tabella VI qui sotto, e i valori medi di IRI piasmatica (N = 10) sono riportati nella Tabella VII pi? sotto.
TABELLA VI
TABELLA VII
ESPERIMENTO E:
Studio della tossicit? acuta.
10 mg di glucagone(1-21), somministrati per via endovenosa come bolo a topolini NMRI del peso di circa 20 g (cio? una dose di circa 500 mg/kg di peso corporeo) non avevano effetti contrari. Non si verificarono morti.

Claims (20)

RIVENDICAZI ONI
1. USO, come agente di rilascio dell'insulina, di composti di for mula generale I
( I )
in cui R' rappresenta His-Ser-Gln-Gly-Thr-Phe-Thr-Ser-Asp-Tyx-Ser-Lys-iyr-Leu-Asp- Ser-Arg-Arg-Ala-Gln-Asp- , e R" rappresenta idrossi la catena peptidica -Phe-Val-Gln-Trp-Leu o -Met-Asn-Thr o Uha-corri spondente catena peptidica o un cimino acido, identica a una delle ul time due catene peptidiche menzionate, fatta eccezione che un amino acido o pi? amino acidi sono stati omessi, o sali di essi,
2, Uso secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la sequenza amino acidica nel composto di formula I ? identica alla se quenza in un frammento di glucagone.
3, Uso secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che R" rappresenta phe, Val, Gin, Trp, Leu, Met, Asn o Thr,
4, Uso secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto .che R" rappresenta idrossi, -Phe-val-Gln-Trp-Leu o -Met-Asn-Thr.
5, uso secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1, 2, e 4, carat terizzato dal fatto che R" rappresenta idrossi,
6, Uso secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, carat terizzato dal fatto che il composto di formula I ? utilizzato per il trattamento di diabetici.
7, Uso secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che il composto di formula I viene utilizzato per il trattamento di diabetici con funzione residua delle cellule beta.
8 Uso secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caral: terizzato dal fatto che il composto di formula I ? utilizzato in una quantit? efficace.
9. Composizione farmaceutica che comprende una quantit? efficace di un composto di formula I, in accordo con la rivendicazione 1, o un sale di esso, in associazione con un veicolo fisiologicamente accettabile _adatto,_con.diluenti_e/o _eccipienti_,_quando_utilizzato come farmaco di rilascio dell'insulina.
10. Composizione farmaceutica secondo la rivendicazione 9, caratterizzata dal fatto che comprende tra 7,5 e 75*000/ig, preferibilmente tra 75 e 7500/Aig, di un composto di formula I o di un sale di esso per unit? di dosaggio. ;
11. Composizione farmaceutica secondo la rivendicazione 9 o 10, caratterizzata dal fatto che contiene un composto di formula I, in cui la sequenza di amino acidi ? identica alla sequenza in un fram mento di glucagone. ;
12. Composizione farmaceutica secondo le rivendicazioni 9 o 10, caratterizzata dal fatto che contiene un composto di formula I, in cui R" rappresenta Phe, Val* Gin, Trp, Leu, Met, Asn, o Thr.
13. Composizione farmaceutica secondo le rivendicazioni 9 o 10, caratterizzata dal fatto che contiene un composto di formula I, in cui R" rappresenta idrossi, -Phe-val?Gin-Trp-Leu o -Met-Asn-Thr,
14. Composizione farmaceutica secondo le rivendicazioni 9, 10 o 13, caratterizzata dal fatto che contiene un composto di formula I, in cui R" ? idrossi.
15. Uso di composti di formula I, specificati nella rivendicazione 1, preferibilmente dei composti utilizzati secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 5, o di un saie di essi, per la prepa razione di farmaci aventi un effetto di rilascio dell?insulina.
16. Composto di formula I specificato nella rivendicazione 1, prefe ribilmente i composti utilizzati secondo una qualsiasi delle riven dicazioni-da-2~a-5, per l?uso come agente-rilasciente l'insulina.
17. Un agente di rilascio di insulina caratterizzato dal fatto che comprende un composto di formula I, specificato nella rivendicazio ne 1, preferibilmente i composti utilizzati in accordo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 5.
18. Uso di un composto di formula I, specificato nella rivendica zione 1, preferibilmente dei composti utilizzati in accordo con una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 5, per il trattamento di persone aventi normalmente una produzione troppo bassa di insulina,
19. Metodo per il trattamento o per la prevenzione dell'iperglicemia, caratterizzato dal fatto che si somministra, allo scopo di rilasciare insulina, un composto di formula I stabilito nella rivendi^ cazione 1, preferibilmente i composti utilizzati in accordo con una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 5,
20. Qualunque nuova caratteristica o combinazione di caratteristi che qui descritte,
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