IT8224642A1 - Procedimento di trattamento di un bagno di elettrodeposizione - Google Patents

Procedimento di trattamento di un bagno di elettrodeposizione Download PDF

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Description

"PROCEDIMENTO DI TRATTAMENTO DI UN BAGNO DI ELETTRODEPOSIZIONE".
RIASSUNTO
Si divulga un processo perfezionato di trattamento di un bagno di elettrodeposizione. Il bagno di elettrodeposizione viene ultrafiltrato e 1'ultrafiltrato sottoposto ad elettrodialisi. Il processo secondo 1'invenzione ? efficace ai fini del controllo dell'accumulo di contro-ioni nel bagno di elettrodeposizione.
DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda un procedimento di trattamento di un bagno di elettrodeposizione con l'uso combinato di ultrafiltrazione ed elettrodialisi.
Il brevetto statunitense 3.663.405 divulga il trattamento di un bagno di elettrodeposizione con ultrafiltrazione. Nel processo di ultra filtrazione, i componenti desiderabili del bagno di elettrodeposizione, principalmente resina e pigmento, vengono concentrati sulla superficie della membrana di ultrafiltrazione di dove possono essere riciclati al bagno di elettrodeposizione per l'ulteriore impiego. I materiali da scartare, che si accumulano in un bagno di elettrodeposizione, quali le impurit? immesse nel bagno dagli articoli che vengono rivestiti, prodotti di decomposizione del_ la resina e agenti solubilizzanti in eccesso, passano attraverso la membra na nell'ultrafiltrato e vengono in tal modo rimossi in continuo dal bagno. Una porzione dell'ultrafiltrato viene spurgata allo scarico in modo da eliminare dall?impianto le impurit?. Il resto dell'ultrafiltrato viene usato per risciacquare articoli ,elettrodepositati, e l?acqua di risciacquo o laveggio che contiene vernice aderente sciolta, comunemente definita di "raschiamento" ("drag-out"), viene rimandata al bagno di elettrodeposizione. L?agente solubilizzante ? un materiale che agisce con gruppi sul supporto resinoso per formare gruppi ionici in modo che la resina possa essere solubilizzata o dispersa nell?acqua. Per veicolanti resinosi anionici che contengono di soliti gruppi d?acido carbossilico pendenti, l'agente solubilizzante ? una base, come ad esempio un'ammina. Per resina-cationiche, che normalmente contengono gruppi amminici pendenti, l'agente solubilizzante ? un acido, per esempio un acido organico come l'acido acetico. L'agente solubilizzante non si deposita con il veicolante resinoso che viene elettrodepo? sitato. Di conseguenza, esso si accumula nel bagno e, se non viene allontanato, provoca instabilit? del bagno stesso. Sebbene l'ultrafiltrazione sia sufficiente a regolare la concentrazione di molte impurit? nel bagno, essa non ? totalmente soddisfacente ai fini del controllo dell'accumulo di agente solubilizzante, particolarmente di agenti solubilizzanti che non sono volatili o che vengono usati in quantit? relativamente elevate.
Il brevetto statunitense 3.663.406 divulga l'impiego combinato dell'ultrafiltrazione e dell'elettrodialisi nel trattamento di un bagno di elettrodeposizione e nel controllo dell'accumulo di agente solubilizzante. In questo brevetto, l'elettrodialisi viene condotta entro i limiti del bagno di elettrodeposizione. Sebbene l'effettuazione dell'elettrodialisi nell'ambito del bagno fornisca un'eccellente controllo dell'agente solubilizzante, si tratta di un procedimento molto costoso e laborioso. Per essere efficace, ? necessario installare nel bagno pi? di una unit? di elettrodialisi? Se una unita viene disattivata, deve rimanere in servizio un?altra unit?, e tali unit? sono particolarmente suscettibili di avarie. Per esempio, l'articolo che viene rivestito non di rado lacera la membrana dell'unit?. Inoltre, le membrane spesso si occludono con vernice, il che mette fuori uso l'unit? colpita. Pertanto la collocazione delle unit? di elettrodialisi all'interno del bagno di elettrodeposizione comporta un notevole investimento di capitale e forti spese di manutenzione. Inoltre, non risulta facilitata la sostituzione o riparazione di un'unit?, quando il bagno ? pie no di vernice.
La presente invenzione mette a disposizione una soluzione ai problemi sopra citati, prevedendo la cella di elettrodi?lisi all'esterno del bagno di elettrodeposizione. La cella di elettrodialisi viene posizionata in modo da trattare l'ultrafiltrato che si ottiene dall'ultrafiltraggio del bagno di elettrodeposizione. L'installazione della cella di elettrodialisi all'esterno del bagno nel modo previsto d.all'invenzione risulta relativamente economica ed apporta notevoli vantaggi e risparmi nella manutenzione della cella stessa.
Il fatto che l'elettrodialisi sia efficace allorch? impiegata nel modo qui previsto, ? piuttosto sorprendente in quanto la concentrazione di agente solubilizzante nell'ultrafiltrato ? considerevolmenteinferiore a quella nel bagno di elettrodeposizione stesso.
Secondo la presente invenzione, si prevede un procedimento perfezionato di trattamento di un "bagno di elettrodeposizione* Nel processo di elettrodeposizione, un articolo o manufatto elettricamente conduttivo viene rivestito elettricamente nel bagno di elettrodeposizione comprendente resina sintetica dispersa ionicamente nel mezzo acquoso. Almeno una porzione del bagno di elettrodeposizione viene sottoposta ad un processo di ultrafiltrazione, nel quale la membrana di ultrafiltrazione trattiene la resina ed il pigmento dispersi e lascia passare un ultrafiltrato comprendente acqua ed un soluto di dimensioni molecolari sostanzialmente inferiori a quelle della resina che viene trattenuta. Il soluto include ioni di carica opposta a quella della resina.Almeno una porzione dell'ultrafiltrato viene infine ritornata al bagno di elettrodeposizione. Il perfezionamento secondo la presente invenzione prevede di sottoporre almeno una porzione dell'ul? trafiltrato ad elettrodialisi prima di ritornare 1'ultrafiltrato al bagno di elettrodeposizione, cosicch? vengono estratti dall'ultrafiltrato ioni di carica opposta a quella della resina.
Nei disegni:
le figure 1, 2 e 3 sono rappresentazioni schematiche del procedimento secondo la presente invenzione.
Il processo di elettrodeposizione ? ben noto nella tecnica e non fa parte di per se stesso della presente invenzione. In generale, un bagno acquoso contenente ima vernice elettrodepositabile viene messo a contatto di un anodo elettricamente conduttivo e di un catodo elettricamente conduttivo e, dietro passaggio di corrente elettrica, di solito corrente continua, fra l'anodo ed il catodo, immersi nel bagno di elettrodeposizione contenente la vernice, si determina la deposizione di una pellicola aderente di vernice sull'anodo oppure sul catodo, a seconda del tipo di resina impie gato. I parametri del processo di elettrodeposizione possono variare entro ampi limiti. La tensione applicata pu? variare da un valore minimo, per esempio di 1 volt fino ad un valore massimo di circa 500 volt ed anche pi? Tuttavia, la tensione oscilla tipicamente fra 5?0 e 400 volt. L'assorbimen to di corrente ? maggiore durante gli stadi iniziali dell'elettrodeposizione,ma diminuisce mano a mano che la pellicola depositata isola il particolare elettrodo conduttivo. In generale, l'elettrodo impiegato pu? essere una qualsiasi superficie elettricamente conduttiva, come ad esempio acciaio, alluminio o rame. Inoltre, ? anche possibile impiegare superfici metalliche trattate, come ad esempio acciaio galvanizzato ed acciaio fosfatizzato.
Nel processo ? possibile usare una grande variet? di vernici. Le vernici debbono essere di carattere anionico o cationico. Il carattere ionico della vernice viene di solito conferito dal legante resinoso usato nella formulazione della vernice. Nella tecnica, ? nota una grande variet? di leganti resinosi elettrodepositabili. I leganti resinosi anionici contengono di solito gruppi di acido carbossilico pendenti che vengono neutralizzati con una base, come ad esempio un'asinina. Esempi di leganti resinosi siffatti vengono descritti nei brevetti statunitensi N. 3.441.489; 3.422.044; 3.403.088; 3.369.983 e 3.366.563.
Ben noti nella tecnica sono anche i leganti resinosi cationici, che di solito comportano resine con gruppi amminici pendenti che vengono neutralizzati con un acido quale un acido organico, ad esempio acido acetico oppure acido lattico, cos? da formare gruppi salini cationici. Esempi di composizioni cationiche elettrodeposibili, utilizzate su scala industriale, si trovano descritti nei brevetti statunitensi N. 4?031?050 e 4*190.567? nella pubblicazione tedesca non esaminata n.2752555 e nella domanda di brevetto europea n. 12463.
Come descritto nei brevetti sopra citati, le resine elettrodepositabili si trovano in combinazione con pigmenti, reticolanti e materiali coadiuvanti, come ad esempio agenti regolatori di flusso, inibitori e co-solventi organici,per formare vernici da elettrodeposizione.
Il bagno di elettrodeposizione viene fatto funzionare in continuo, vale a dire, articoli che vengono elettrorivestiti entrano in continuit? nel bagno per essere rivestiti e rimossi. Inoltre, ? necessario rabboccare l'elettrodeposizione con vernici con criterio di continuit?.
A seguito di un uso continuato e dell'invecchiamento del bagno, si accumulano nel bagno stesso agenti solubilizzanti ed impurit? indesiderabili. Esempi di impurit? siffatte sono costituiti da olii, fosfati e cromati che vengono introdotti nel bagno dagli articoli in via di rivestimeli to, carbonati ed agente solubilizzante in eccesso che si accumula nel bagno perch? non si elettrodeposita con la resina. Siffatti componenti indesiderabili influiscono negativamente sul processo di rivestimento, per esempio, la tensione alla quale si rompe la pellicola depositata cade significativamente, la conduttivi del bagno aumenta, il pH del bagno oscilla e lo spessore della pellicola diminuisce, mentre le propriet? chimiche e fisiche della pellicola depositata si rendono insoddisfacenti.
Per allontanare queste impurit?, e per mantenere la composizione del bagno di elettrodeposizione ad un livello relativamente uniforme, una porzione del "bagno viene estratta e sottoposta ad ultrafiltrazione? Il processo fondamentale di ultrafiltrazione ? relativamente semplice. Soluzione da ultrafiltrare viene isolata sotto pressione utilizzando, ad esempio, una pompa di gas compresso o liquido in una cella, in contatto con una opportuna membrana di filtrazione sostenuta da un supporto poroso. E* possibile impiegare qualsiasi membrana o filtro dotato di integrit? chimica nei confronti del sistema che viene separato e presentante la desiderata caratteristica di separazione.Di preferenza, il contenuto della cella deve essere sottoposto ad agitazione almeno moderata per evitare 1'accumularsi del soluto trattenuto sulla superficie della membrana con conseguente intasamento della membrana. L'ultrafiltrato viene prodotto e raccolto in continuit?, finch? la concentrazione di soluto trattenuta nella soluzione della cella raggiunge il livello desiderato, oppure finch? viene estratta la quantit? desiderata di solvente o di solvente pi? soluto disciolto di basso peso molecolare.Un'apparecchiatura idonea alla conduzione di ultrafiltrarzione si trova descritta nel brevetto statunitense N. 3.495.465?
In tica, una porzione del bagno di elettrodeposizione viene estratta in continuo o ad intermittenza e fatta passare sotto pressione prodotta da gas compresso oppure per mezzo della pressione applicata al fluido contenuto in contatto con l'ultrafiltro. Ovviamente, se desiderato, il lato di uscita del filtro pu? essere mantenuto a pressione ridotta per creare la differenza di pressione.
Non ? indispensabile che le pressioni in gioco siano elevate. La pressione massima dipende in parte dalla resistenza meccanica del filtro. La pressione minima ? la pressione occorrente per forzare acqua e soluto a basso peso molecolare attraverso il filtro ad una portata misurabile. A livello industriale, l'ultrafiltrazione viene effettuata di solito a circa 10-150 psi (0,703-10,545 kg/cm ), preferibilmente a circa 20?100 psi (l,406-7,03 kg/cm ), Nella maggioranza dei casi, l'ultrafiltro presenter? una portata di flusso iniziale di almeno 8 galloni (30,28 litri per piede (0,0929 m ) di superficie della membrana al minuto e potr? arrivare fino a 40 galloni (151|4 litri) per piede (0,0929 m ) di superficie della membrana al minuto.
I soluti trattenuti sulla superficie della membrana, cio? la resina ed il pigmento, vengono di solito rimandati al bagno di elettrodeposizione.
Sebbene l'ultrafiltrazione valga a rimuovere molte impurit? dal bagno di elettrodeposizione, essa non risulter? particolarmente idonea ad allontanare dal bagno di elettrodeposizione l'agente solubilizzante. Una delle ragioni di ci? ? che, nella pratica industriale, l'ultrafiltrato viene usato come acqua di risciacquo per articoli appena elettrorivestiti allo scopo di risciacquare il "drag-cut" dagli articoli e ritornare le acque di risciacquo cariche di "drag-out" al bagno di elettrodeposizione. Sebbene di solito una porzione dell'ultrafiltrato venga spurgata allo scarico, lo spurgo risulta spesso insufficiente a rimuovere agente solubilizzante in eccesso. Pertanto ? necessario trattare il bagno di elettrodeposizone con l'elettrodialisi.
Come descritto pi? sopra e come mostrato nelle figure 1, 2 e 3, si ricorre all'elettrodialisi, nell'attuazione della presente invenzione, per trattare l'ultrafiltrato prima di ritornarlo al bagno di elettrodeposizione. L?elettrodialisi ? ima forma di dialisi che, per definizione, porta alla separazione di soluti sfruttando la diversit? del loro passo di diffusione attraverso ima membrana. Nell'elettrodilisi, il passaggio di elettro lita attraverso le membrane viene accelerato da una forza elettromotri Le membrane impiegate nell'elettrodilisi sono spesso definite "membrane semipermeabili" e vengono interposte fra 1'ultrafiltrato e l'elettrolita, il che impedisce il frammischiarsi grossolano di questi, ma permette il passaggio.di solvente e soluto dall?ultrafiltrato all'elettrolita. L'elettrodialisi ? regolata dalla forza elettromotrice, dal tasso di diffusione e dalle propriet? della membrana . La forza elettromotrice pu? essere la stessa usata nel processo di elettrodeposizione, sebbene ci? non sia strettamente indispensabile. la diffusione ? la forza che spinge le molecole e gli ioni verso e, allorch? possibile attraverso le membrane. La natura della membrana stabilisce quale specie molecolare pu? passare e quale viene trattenuta. In tal modo, la preparazione e la scelta delle membrane adatte riveste particolare importanza. Nell?elettrodialisi, come applicata nella presente invenzione, ? possibile impiegare una variet? di membrane. Fra queste, membrane di dialisi convenzionali, come ad esempio membrane di cellulosa rigenerata o di tessuti o feltri; pellicole di composti polivinilici, come pure materiali per membrana che non vengano presi di solido in considerazione come membrane per dialisi, ma che producono l?elettrodi?lisi desiderata allorch? impiegati nel processo di elettrodeposizione. Fra le membrane utilizzabili si annoverano quelle costituite da tessuto intessuto o non intessuto, incluse varie fibre naturali o sintetiche, come divulgato nel brevetto statunitense N. 3.496.083
A parte le membrane sopra citate, che non sono selettive ionicamente, ? possibile impiegare anche membrane di scambio ionico permeabili selettivamente, L*uso di una membrana di scambio ionico presenta vantaggi rispetto all'uso di una membrana di dialisi selettiva non ionica per separare ioni accumulati dalle composizioni depositabili, per il fatto che le membrane di scambio ionico hanno normalmente una resistenza elettrica inferiore a quella delle membrane di dialisi selettive non ioniche e permettono un passaggio pi? rapido e pi? efficiente degli ioni di carica opposta attraverso di esse. Per una descrizione pi? completa delle membrane di scambio ionico in elettrodialisi si fa riferimento al brevetto statunitense N. 3.419.488
Il vano degli elettrodi usato nell'apparecchiatura di elettrodialisi per separare l'anodo od il catodo dall'ultrafiltrato pu? essere di una forma conveniente qualsiasi; Sono stati impiegati contenitori di plastica traforati di forma cilindrica presentante la membrana montata su una sovrastruttura di tal genere e l'elettrodo incapsulato al suo interno. Tuttavia le strutture pi? frequentemente utilizzate sono di forma rettangolare a sca tola, con l'elettrodo situato al centro e le pareti maggiori della scatola paralle all'elettrodo e costituite dalla membrana.Di solito il vano degli elettrodi ? provvisto di un collegamento di entrata e di uscita per facilitare il lavaggio del vano stesso. Il vano degli elettrodi contiene un elettrolita che,,di solito, ? in particolare acqua, in particolare acqua deionizzata presentante un livello minimo di .elettrolita in corso di estra zione. Per evitare un Accumulo di ioni si ricorre di regola ad un lavaggio periodico o continuo del vano degli elettrodi con acqua deionizzata, oppure con una miscela di acqua deionizzata ed un livello minimo di elettrolita separabile. La struttura ed il funzionamento delle celle di elettrodialisi sono noti nella tecnica e si trovano descritti nei brevetti statunitensi N. 3.264.250 e 3.663.406.
Si far? ora riferimento ai disegni, ed in particolare alla figu ra 1 che illustra in forma schematica una forma di attuazione della presente invenzione. Il bagno di elettrodeposizione 1 contiene la vernice usata nella elettrodeposizione. Il bagno di elettrodeposizione contiene una opportuna apparecchiatura per la deposizione di pellicole sugli articoli che vengono rivestiti nel bagno. Questa apparecchiatura non compare nel disegno. Una porzione del bagno di elettrodeposizione viene estratta in continuit? o ad intermittenza attraverso la linea di uscita 3? verso un'apparecchiatura di ultrafiltrazione 5. Con il processo di ultrafiltrazione, acqua, impurit? di basso peso molecolare ed agente solubilizzante attraversano la membrana di ultrafiltrazione 7? H concentrato o trattenuto che comprende il legante resinoso ad alto peso molecolare ed il pigmento viene trattenuto sulla superficie della membrana di ultrafiltrazione e di solito ritornato al bagno tramite la linea 9? L*ultrafiltrato viene estratto dall'ultrafiltro attraverso la linea di uscita 11. Una porzione dell'ultrafiltrato pu? essere diretta, unidirezionalmente o proporzionalmente, in modo intermittente oppure continuo, allo scarico 13 oppure essere riciclata al bagno di elettrodeposizione attraverso la linea 15? Una porzione dell'ultrafiltrato pu? essere usata per lavare ovvero risciacquare gli articoli elettrodepositati in corrispondenza della stazione di risciacquo 17 oppure essere semplicemente rimandata al bagno di elettrodeposizione attraverso la linea 18.
Una porzione dell'ultrafiltrato viene passata tramite la linea 19 all'unit? di elettrodialisi 21. Nell'unit? di elettrodialisi, so.lubilizzante, contaminanti ed impurit? indesiderabili, che presentano carica opposta al particolare elettrodo racchiuso nella membrana, vengono accelerati da una forza elettromotrice attraverso una membrana semipermeabile ed in tal modo espulsi dal sistema con il liquame di lavaggio allo scarico 23. L'ultrafiltrato che ? stato sottoposti ad elettrodialisi viene rimandato al bagno di elettrodeposizione tramite la linea 25? L'ultrafiltrato elettrodializzato pu? essere usato per risciacquare oppure rimandato al bagno di elettrodeposizione senza risciacquo.
Si fa riferimento alla figura 2 che illustra schematicamente sospetti dell'invenzione diversi da quelli mostrati in figura 1.
La sorgente di energia 27 fornisce l'elettricit? necessaria per i processi di elettrodeposizione e di elettrodialisi. Il bagno di elettrodeposizione contiene un anodo 28 ed un catodo 30, come ? ben noto nella tecni? ca. La cella di elettrodialisi contiene anch'essa un anodo 32 ed un catodo 34? L'anodo 32 ? separato dal resto della cella di elettrodialisi da una membrana 36 per definire un vano 38 dell'anodo. La membrana pu? essere una qualsiasi membrana tipicamente nota nella tecnica per l'effettuazione dell'elettrodilisi, come quelle citate pi? sopra.
Nell'intento di descrivere il procedimento secondo l'invenzione, come ? illustrato in figura 2, in modo pi? approfondito, si supporr? che la vernice sia una vernice cationica e che l'ultrafiltrato contenga acido. Apparir? per? evidente come l'invenzione sia-inoltre applicabile alla elettrodeposizione con vernici anioniche, nel quale caso il catodo 34 nell'unit? di elettrodeposizione verrebbe ad essere separato dal resto della cella e la base verrebbe rimossa dal processo di elettrodialisi.
L'ultrafiltrato proveniente dall'elettrodeposizione di una vernice cationica passa dal bagno di elettrodeposizione 1 attraverso la linea 19 all'unit? di elettrodialisi 21, dove viene elttrodializzato per passaggio attraverso l'unit? di elettrodialisi 21. Il vano 38 dell'anodo viene lavato in modo continuo od intermittente con un liquido di lavaggio proveniente dalla linea 40, quale ad esempio ultrafiltrato od acqua deionizzata,per rimuovere l'acido ed altri materiali anionici che attraversano la membrana 36, La composizione nel vano dell'anodo, comunemente definita anolita, viene spurgata allo scarico in 23? L'ultrafiltrato elettrodializzato ritorna al bagno di elettrodeposizione attraverso la linea 25. Tuttavia, prima di ritornare al bagno o di essere usato per il risciacquo, 1'ultrafiltrato pu? essere fatto passare attraverso il sensore 44? H sensore rileva il tenore dell'acido dell'ultrafiltrato elettrodializzato e, ad esempio, pu? essere costituito da un misuratore di pH.
L'estrazione di una quantit? eccessiva di acido dall'ultrafiltrato potrebbe creare un problema di stabilit?, allorch? 1?ultrafiltrato viene usato per scopi di risciacquo oppure ritornato al bagno di elettrodeposizione. Se nell'ultrafiltrato ? presente acido in quantit? insufficiente, le acque di risciacquo cariche di "drag-out" possono coagulare a motivo dell'assenza di acido. Pertanto si pu? rendere necessaria una attenta sorveglianza del tenore d'acido dell'ultrafiltrato. Se viene estratto acido in quantit? eccessiva, il sensore 44 apre l'interruttore 47 disattivali? do l'unit? di elettrodialisi
Il tasso di rimozione dell'acido dell'unit? di elettrodialisi mostrata in figura 2 ? regolato dall'assorbimento di corrente elettrica attra verso l'unit? stessa? Tutta o parte della corrente elettrica necessaria a depositare vernice nell'impianto di verniciatura per elettrodeposizione vie ne fatta passare dall' alimentazione di corrente 27 al bagno di verice 1 attraver so l'unit? di elettrodialisi, per assicurare l'estrazione dell'acido. La maggioranza degli impianti di elettrodeposizione contengono una pluralit? di anodi 28 che forniscono quantit? eguali o variabili di corrente elettrica per la deposizione della vernice. L'assorbimento di corrente elettrica attraverso l'unit? di elettrodialisi da parte della linea 46 ? regolata prevalentemente dal numero degli anodi con i quali essa ? collegata in serie.
Il resto della corrente elettrica, se presente, viene passato dall'alimentazione direttamente al bagno di elettrodeposizione tramite la linea 48.
La figura 2 illustra anche la possibilit? di far funzionare l'unit? di elettrodialisi durante i periodi di non produzione commutando la posizione dell'interruttore 52. L'alimentazione 27 eroga corrente elettrica all'unit? di elettrodialisi e bipassa il bagno di elettrodeposizione 1 tramite la linea 50 e l'interruttore 52 che rimanda alla alimentazione 27?Durante questa fase di non produzione, la corrente elettrica ? regolata soprattutto dalla tensione applicata dalla alimentazione. L'assorbimento di corrente elettri ca dell'unit? di elettrodialisi in un qualsiasi modo di funzionamento pu? essere controllata ovvero regolata mediante le conduttivit? delle soluzioni nel vano dell'anodo 38, la conduttivit? del bagno di vernice, la tensione applicata all'unit? di elettrodialisi, la separazione degli elettrodi, od una qualsiasi unit? regolatrice della tensione o della corrente in serie

Claims (9)

RIVENDICAZIONI
1. Procedimento di trattamento di un bagno di elettrodeposizione, in cui un articolo elettricamente conduttivo viene elttrorivestito da un bagno di elettrodeposizione comprendente resina sintetica dispersa ionicamente in un mezzo acquoso , consistente nel sottoporre almeno ima porzione del bagno di elettrodeposizione ad un processo di ultrafiltrazione nel quale la membrana di ultrafiltrazione trattiene la resina dispersa e lascia passare ultrafiltrato comprendente acqua e soluto di dimensione molecolare sostanzialmente inferiore a quella di detta resina includente ioni di carica opposta rispetto a detta resina e nel rimandare almeno una porzione dejL l?ultrafiltrato al bagno di elettrodeposizione, caratterizzato dal fatto di consistere inoltre nel sottoporre almeno ima porzione dell'ultrafiltrato ad una elettrodialisi prima che l'ultrafiltrato venga rimandato al bagno di elettrodeposizione, per cui vengono rimossi dall'ultrafiltrato ioni di carica opposta rispetto a detta resina.
2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, mediante il quale il contro-ione usato nella solubilizzazione della resina viene rimosso dall?ultrafiltrato.
3. Procedimento secondo la rivendicazione 2, in cui il controione ? un anione derivato da un acido.
4. Procedimento secondo la rivendicazione 3, in cui l?acido ? un acido organico.
5. Procedimento secondo la rivendicazione 4? in cui l'acido organico ? acido acetico, acido lattico o loro miscele.
6. Procedimento secondo la rivendicazione 1, in.cui vengono rimossi dall*ultrafiltrato anche ioni aventi la stessa carica della resina.
7. Procedimento secondo la rivendicazione 1, in cui l'elettrodialisi viene effettuata facendo passare l?ultrafiltrato attraverso una membrana semipermeabile selettiva non ionica.
8. Procedimento secondo la rivendicazione 1, in cui l'elettrodialisi viene effettuata facendo passare 1'ultrafiltrato attraverso una membrana di scambio ionico.
9. Procedimento secondo la rivendicazione 1, in cui l'ultrafiltrato elettrodializzato viene usato almeno in parte per risciacquare articoli elettrorivestiti.
RIVENDICAZIONI;
1. Procedimento di trattamento di un bagno di elettrodeposizione, in cui un articolo elettricamente conduttivo viene elttrorivestito da un bagno di elettrodeposizione comprendente resina sintetica dispersa ionicamente in un mezzo acquoso , consistente nel sottoporre almeno una porzio
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