ITTO20001034A1 - Fascetta articolata con guarnizione. - Google Patents
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Description
La presente invenzione riguarda una fascetta di bloccaggio per elementi cilindrici che comprende un'armatura che ha un primo ed un secondo pezzo che comprendono ciascuno una parte sostanzialmente se--micilindrica, la prima estremità del primo pezzo presentando una fessura, mentre la prima estremità del secondo pezzo presenta un gancio atto a cooperare con questa fessura per realizzare un collegamento tra il suddetto primo pezzo e il suddetto secondo pezzo, le seconde estremità di questi pezzi presentando dei mezzi di chiusura della fascetta.
Il brevetto US 3 964 773·descrive una fascetta in dμe pezzi articolati l'uno rispetto all'altro, che serve a realizzare il collegamento tra due elementi cilindrici. In questa fascetta la fessura viene realizzata in un'estensione del primo pezzo che è disposta in forte sporgenza radiale, mentre il gancio forma sostanzialmente una T ripiegata inserita in questa fessura.
Il fatto che i mezzi che permettono l'agganciamento tra i due pezzi sporgano fortemente sull'esterno della fascetta provoca una disposizione a sbalzo che è ingombrante e rende fragile la fascetta. Inoltre questi mezzi di agganciamento presentano dei bordi liberi che formano degli spigoli vivi che possono rivelarsi fastidiosi per la manipolazione di oggetti situati in vicinanza della fascetta.·
Il brevetto US 2 396 837 illustra un'altra fascetta articolata del tipo correntemente utilizzato in ambienti sollecitati da vibrazioni, in particolare in veicoli automobilistici o aeronautici. Delle fascette di questo tipo sono munite di una guarnizione che circonda almeno parzialmente l'armatura della fascetta e sono fissate alle pareti del veicolo per trattenere degli elementi cilindrici come delle tubazioni, dei cablaggi elettrici o analoghi.
Questo brevetto US 2 396 837 illustra una fascetta che utilizza dei mezzi di agganciamento del tipo sopra citato. Tuttavia anche in questo caso questi mezzi di agganciamento formano una sporgenza radiale dal lato esterno alla sporgenza, questa sporgenza essendo ingombrante e potendo essere fastidiosa. Occorre inoltre notare che la presenza di questa sporgenza rende necessaria un'interruzione della guarnizione interna della fascetta.
Questo brevetto illustra anche una forma di attuazione nella quale i mezzi di agganciamento non presentano degli spigoli vivi, ma questi mezzi di agganciamento formano ugualmente una forte sporgenza radiale e richiedono ugualmente un'interruzione della guarnizione della fascetta.
Il brevetto US 906,806 illustra una fascetta del tipo sopra citato nella quale la prima estremità del primo pezzo presenta una prima ondulazione trasversale la cui concavità è rivolta verso l'interno della fascetta, la fessura essendo ricavata almeno in parte in questa prima ondulazione, mentre il gancio comprende un tronco e una testa disposti sostanzialmente a T, il tronco presentando una seconda ondulazione trasversale la cui concavità è rivolta verso l'interno della fascetta, e nella quale in posizione agganciata dei due pezzi la testa del gancio è impegnata sotto la prima ondulazione mentre il bordo libero della prima estremità del primo pezzo è impegnato sotto la seconda ondulazione.
Quando i due pezzi sono agganciati mediante la loro rispettiva prima estremità, solo la prima e la seconda ondulazione sporgono radialmente verso l'esterno della fascetta a queste prime estremità. Queste ondulazioni proteggono in qualche modo i mezzi di agganciamento nei confronti dell'ambiente esterno e nessun elemento presenta degli spigoli vivi che sporgono radialmente.
Così con questa fascetta i mezzi di agganciamento sono semplici e presentano il vantaggio di non formare una forte sporgenza radiale.
Tra i documenti sopra citati solo US 2 396 837 illustra una fascetta munita di una guarnizione destinata a permettere il bloccaggio degli oggetti da serrare senza danneggiarli. Tuttavia, come indicato in precedenza, la guarnizione della fascetta di US 2 396 837 è interrotta nella regione dell'articolazione tra i due pezzi della fascetta, ciò che complica il suo posizionamento sull'armatura della fascetta e rischia localmente di danneggiare o di incastrare l'oggetto da serrare.
L'invenzione ha lo scopo di migliorare la fasdetta nota da US 906,806 dotandola di una guarnizione priva degli inconvenienti sopra indicati.
Questo scopo viene raggiunto grazie al fatto che la fascetta secondo l'invenzione comprende una gua- ‘ ina costituita da un manicotto che è infilato sulle parti sostanzialmente semicilindriche dei due pezzi e le cui due estremità libere sono rispettivamente situate in vicinanza delle seconde estremità del suddetto primo pezzo e del suddetto secondo pezzo.
Questo manicotto ricopre anche le prime estremità dei pezzi della fascetta, proteggendo così l'oggetto da serrare anche nella regione dell'articolazione.
La realizzazione della guaina sotto la forma di tale manicotto in un solo pezzo, che si estende in modo continuo dalla seconda estremità del primo pezzo a quella del secondo pezzo, è resa possibile dal piccolo ingombro radiale del collegamento articolato tra le prime estremità di questi pezzi.
Ne risulta una facilità di fabbricazione e di montaggio poiché non è necessario- realizzare la guaina in modo tale che essa presenti una qualsiasi apertura in una zona intermedia tra le sue due estremità. Ne risulta anche un collegamento ben migliore tra l'oggetto da bloccare o da serrare e la guaina, poiché questo collegamento viene ugualmente garantito anche nella regione dei mezzi di agganciamento tra le prime estremità dei due pezzi che formano l'armatura della fascetta. Ne risulta ancora una protezione del collegamento .di agganciamento tra le suddette prime estremità nei confronti dell'esterno.
Preferibilmente le ondulazioni sono costituite in modo tale che la loro rispettiva faccia interna concava forma degli alloggiamenti, rispettivamente per la testa del gancio e per il bordo libero della fessura, che permettono a questa testa e a questo bordo libero di posizionarsi nella continuità del cerchio definito dalle parti semicilindriche dei due pezzi. In altri termini la profondità delle incavature, formate sulla faccia interna della fascetta dalle ondulazioni, è atta ad ospitare rispettivamente lo spessore radiale della testa del gancio e quella del bordo libero della fessura.
Grazie all'invenzione la superficie portante interna della fascetta presenta una continuità di appoggio sull'oggetto da bloccare o da serrare, anche nella regione del collegamento tra le prime estremità dei due pezzi che formano questa fascetta. Ne risulta che l'elemento da bloccare, eventualmente tramite una guarnizione, è sottoposto ad una pressione della parte della fascetta nella regione di questo collegamento uguale a quella dell'insieme delle regioni semicilindriche della fascetta.
Vantaggiosamente le parti sostanzialmente semicilindriche del primo e del secondo pezzo sono formate da nastri piatti che hanno sostanzialmente lo stesso spessore e che sono avvolti su se stessi. In questo caso, secondo una disposizione particolarmente vantaggiosa, la prima e la seconda ondulazione hanno sostanzialmente la stessa ampiezza misurata radialmente nel senso che va verso l'esterno della fascetta e questa ampiezza è sostanzialmente uguale allo spessore dei suddetti nastri metallici piatti.
Queste disposizioni costituiscono un modo semplice per realizzare le ondulazioni con un ingombro radiale minimo, pur permettendo una continuità della superficie portante interna della fascetta. I due pezzi.dell'armatura sono in generale realizzati a partire da uno stesso lamierino.
L'invenzione sarà compresa bene e i suoi vantaggi appariranno meglio con la lettura della descrizione particolareggiata che segue di una forma di attuazione rappresentata a titolo di esempio non limitativo. La descrizione si riferisce ai disegni allegati sui quali:
- la figura 1 è una vista in prospettiva di una fascetta conforme all'invenzione senza la sua guaina di guarnizione,
- la figura 2 è una vista secondo la freccia II della figura 1,
- la figura 3 è una vista di fianco della figura 2,
- la figura 4 è una vista parziale dall'alto secondo la freccia IV della figura 2,
la figura 5 è una vista, analoga alla figura 3, che illustra la stessa fascetta dotata di una guaina di guarnizione, e
- la figura 6 è una vista della guaina prima del suo posizionamento sull'armatura della fascetta.
L'armatura della fascetta rappresentata sulla figura 1 comprende un primo pezzo 10 che presenta una parte 11 che ha una forma semicilindrica. Nella fattispecie questa parte 11 si estende praticamente su due terzi di un cerchio a partire dalla prima estremità 10A del pezzo 10 fino ad un'estremità HA della parte 11. Al di là di questa estremità 11A la seconda estremità del pezzo 10 presenta delle zampe 10B, 10'B che permettono il suo fissaggio su un supporto quale la parete di un veicolo.
Questa armatura presenta anche un secondo pezzo 12 che comprende anche una parte 13 sostanzialmente semicilindrica. Nella fattispecie questa parte 13 si estende su circa un semicerchio tra la prima estremità 12A del secondo pezzo 12 e un'estremità 13A, al di là della quale il pezzo 12 presenta un'estremità 12B, che forma una zampa sostanzial-mente rettilinea munita di una foratura.
Tra le zampe di fissaggio 10B e 10'B il primo pezzo 10 presenta un ponte 10' ugualmente munito di una foratura, ciò che permette la chiusura della fascetta per mezzo di un bullone in cui il gambo della vite è impegnato nelle forature della zampa 12B e del ponte 10'. Sulle figure si vede solamente la testa della vite 14 di questo bullone, come pure una molla 15 disposta tra la testa della vite e la zampa 12B.
Come si vede meglio sulle figure 1 e 3, le parti semicilindriche 11 e 13 definiscono un cerchio quando la fascetta è chiusa. Le loro rispettive prime estremità 10A e 12A si trovano in sovrapposizione mutua nel senso della circonferenza di questo cerchio. Più precisamente la prima estremità 10A del primo pezzo 10 presenta una fessura 16 con la quale coopera un gancio 18 di cui è dotata la prima estremità 12A del secondo pezzo 12.
Questo gancio presenta una fessura sostanzialmente a T con un tronco 18A mediante il quale esso è collegato alla parte corrente del pezzo 12 e una testa 18B che è disposta sul bordo libero dell'estremità 12A.
La fessura 16, almeno per la sua parte 16A, è ricavata in una prima ondulazione 20 presentata dalla prima estremità 10A della prima parte 10. Questa ondulazione si trova in leggera sporgenza radiale verso l'esterno rispetto al cerchio circoscritto alla faccia esterna corrente delle parti 12 e 13 della fascetta. La sua concavità è rivolta verso l'interno di modo che l'ondulazione 20 forma un alloggiamento che riceve la testa 18B del gancio 18 in posizione agganciata e chiusa della fascetta. In altri termini la testa 18B del gancio è impegnata attraverso la fessura 16 sotto l'ondulazione 20. Nel senso che va verso il bordo libero della prima estremità<' >10A del primo pezzo 10 l'ondulazione 20 è seguita da una porzione di bordo 21 la cui faccia esterna è sostanzialmente situata sul cerchio circoscritto alle porzioni correnti delle facce esterne delle parti 11 e 13.
Il tronco 18A del gancio forma una seconda ondulazione trasversale la cui concavità è rivolta verso l'interno della fascetta. Così in posizione chiusa e agganciata della fascetta, come si vede meglio nella figura 3, il bordo libero 21 della prima estremità 10A della prima parte 10 è impegnato sotto questo tronco 18A in ondulazione. La testa 18B del gancio è da parte sua riportata verso l'interno della fascetta in modo tale che la sua faccia periferica esterna si trova sostanzialmente sul cerchio circoscritto alle facce esterne delle parti 11 e 13 per le loro porzioni correnti.
Nell'esempio rappresentato l'ondulazione del tronco 18A del gancio si estende su tutta la lunghezza (misurata secondo la direzione circonferenziale della fascetta) di questo tronco.
Tuttavia questa disposizione non è obbligatoria e si potrebbe concepire che il tronco abbia una lunghezza inferiore a quella dell'ondulazione che si estenderebbe ugualmente dietro a questo tronco. Tuttavia essa è vantaggiosa nella misura in cui essa permette un bloccaggio netto in appoggio tra l’orlo 21A del bordo libero 21 e l'orlo 13'formato dai bordi liberi delle tranciature da una parte e dall'altra del tronco 18A del gancio.
Nello stesso modo la prima parte 16A si estende, a titolo di esempio, su tutta la lunghezza dell'ondulazione 20, ciò che facilita il posizionamento del gancio.
Si vede che, nell'esempio vantaggioso rappresentato, le parti 11 e 13 sostanzialmente semicilindriche del primo e del secondo pezzo 10 e 12 sono formate da nastri piatti che hanno sostanzialmente lo stesso spessore e che sono avvolti su se stessi. Le ondulazioni 20 e 18A ospitano, nelle incavature formate sulle loro rispettive facce interne, la testa 18B del gancio e il bordo libero 21 il cui ingombro radiale corrisponde allo spessore E dei suddetti nastri piatti. Cosi queste ondulazioni hanno sostanzialmente la stessa ampiezza A, che è sostanzialmente uguale a questo spessore E. Così i mezzi di agganciamento delle prime estremità dei due pezzi 10 e 12 sporgono radialmente al di là del cerchio circoscritto alle porzioni correnti delle facce esterne delle parti 11 e 13 di un'altezza sostanzialmente uguale allo spessore E.
L'ampiezza A delle ondulazioni è ad esempio misurata come la distanza radiale tra un cerchio circoscritto al fondo delle incavature formate sulle facce interne delle ondulazioni 20 e 18A e il cerchio circoscritto alle facce interne delle porzioni correnti delle parti 11 e 13.
Grazie all'invenzione la testa 18B del gancio e il bordo libero 21 sono rispettivamente "ospitati" nelle ondulazioni 20 e 18A. Né questa testa né questo bordo libero forma una sporgenza sull'interno della fascetta.
L'ingombro in spessore dei mezzi di agganciamento è estremamente piccolo. Questo ingombro è uguale alla differenza tra il raggio di un cerchio circoscritto alle sommità delle ondulazioni 18A e 20 e il raggio del cerchio circoscritto alle facce interne delle porzioni correnti delle porzioni di nastro 11 e 13 {questo cerchio portando anche le facce interne della testa del gancio 18B e del bordo libero 21). Se le due ondulazioni hanno la stessa ampiezza A, anch'essa sostanzialmente uguale allo spessore E, questo ingombro è solamente sostanzialmente uguale a 2E.
Si considera che il senso che va verso l'esterno della fascetta è quello che va allontanandosi dal centro geometrico di questo cerchio.
Come si vede meglio sulla figura 4, la fessura 16 comprende una prima porzione 16A che è ricavata nella prima ondulazione 20 e il cui bordo libero 16'A vicino al bordo libero 21 della prima estremità 10A del primo pezzo 10 è atto a cooperare con il gancio 18 (con la sua testa 18B) per mantenere i pezzi 10 e 12 in posizione agganciata. Questa fessura 16 comprende anche una seconda porzione 16B che è destinata a permettere l'introduzione della testa 18B del gancio nella fessura allo scopo di realizzare l'agganciamento dei pezzi 10 e 12.
La prima porzione 16A della fessura presenta una lunghezza LI, misurata trasversalmente al senso della circonferenza della fascetta, che è sostanzialmente uguale o leggermente superiore alla larghezza 11 del tronco 18A del gancio 18 misurata nello stesso senso.
Secondo una prima variante, non rappresentata, si potrebbe prevedere che la larghezza della seconda porzione 16B della testa sia superiore alla larghezza LI per essere uguale alla larghezza della testa 18B del gancio. In questo caso l'agganciamento dei due pezzi sarebbe effettuato molto semplicemente inserendo la testa 18B del gancio in questa seconda porzione 16B mediante un leggero movimento dì oscillazione ed esercitando una trazione sul secondo pezzo 12 in modo da portare la testa del gancio nella prima porzione 16A della fessura da cui essa non può uscire radialmente. Tuttavia, secondo la variante rappresentata sulla figura 4, la larghezza L2 della secondo porzione 16B della fessura 16 è inferiore alla larghezza LI. In questo caso la prima e la seconda porzione 16A e 16B presentano, considerati insieme, delle dimensioni longitudinali atte a permettere l'introduzione della testa 16B del gancio nella fessura 16 in una posizione nella quale i due pezzi della fascetta sono mantenuti sostanzialmente ad angolo retto l'uno rispetto all'altro.
Globalmente la lunghezza maggiore L della fessura 16, misurata nel senso della circonferenza della fascetta, è sostanzialmente uguale alla larghezza 12 della testa del gancio. Tuttavia questa lunghezza L può essere leggermente inferiore a questa larghezza 12. Infatti la testa del gancio può essere posizionata nella fessura mediante un movimento di oscillazione, una prima estremità della testa essendo inserita in primo luogo, il tronco del gancio essendo poi avvicinato ad uno dei bordi estremi longitudinali della fessura 16 e il pezzo 12 essendo fatto leggermente oscillare per inserire il resto del gancio in questa fessura.
La variante rappresentata presenta il vantaggio di evitare qualsiasi separazione intempestiva dei due pezzi 10 e 12, anche quando i mezzi di chiusura che comprendono la vite 14 sono totalmente aperti, senza per questo rendere delicato l'agganciamento di questi due pezzi alle loro prime estremità. Inoltre, come si constata sulla figura 4, essa permette di avere un tronco 18A per il gancio relativamente largo e una testa di questo gancio la cui larghezza sia sostanzialmente uguale alla larghezza corrente del nastro nel quale- sono realizzate le parti 11 e 13 della fascetta.
Vista dall'alto la fessura 16 presenta sostanzialmente la forma di una T.
Nell'esempio rappresentato la seconda porzione 16B della fessura si estende dal lato della prima porzione 16A che è opposta al bordo libero 21 della prima estremità del primo pezzo 10.
Grazie alla conformazione dei mezzi di agganciamento dell'invenzione gli sforzi di tensione, che si esercitano nella regione delle prime estremità dei due pezzi 10 e 12, sono globalmente orientati secondo la direzione della circonferenza delle parti semicilindriche 11 e 13. Se queste parti sono conformate a partire da nastri tranciati in un lamierino, gli sforzi di tensione si esercitano nell'asse di questo lamierino. Ne risulta che i rischi di deformazione, a causa delle sollecitazioni che si esercitano in questa regione, sono estremamente bassi. Inoltre il collegamento di agganciamento non è situato di sbalzo rispetto al resto della fascetta poiché le zone nelle quali cooperano la fessura 16 e il gancio 18 sono situate ad una distanza radiale, rispetto al centro geometrico della fascetta, che è sostanzialmente uguale al raggio corrente di questa fascetta.
D'altra parte sulla figura 3 si vede che la testa 18B del gancio e il bordo libero 21 possono praticamente ricoprire integralmente tutta la faccia interna delle ondulazioni 20 e 18A. Ne risulta che l'appoggio della fascetta sull'oggetto da trattenere o da serrare è praticamente continuo, anche nella zona di agganciamento tra le prime estremità dei pezzi 10 e 12.
Come si vede sulla figura 5, la fascetta dell'invenzione presenta una guarnizione interna. Più precisamente questa guarnizione comprende una guaina 30 che è disposta intorno alle parti sostanzialmente semicilindriche 11 e 13 del primo e del secondo pezzo 10 e 12. La guaina può essere realizzata in materiale flessibile, ad esempio gomma o analogo, e serve a realizzare un cuscino di bloccaggio per gli elementi bloccati per mezzo della fascetta in modo da evitare che, quando vengono esercitate delle sollecitazioni esterne come delle vibrazioni, questi elementi non possono essere danneggiati dall'armatura della fascetta.
La faccia interna 30A della guaina può essere munita di dentature o analoghe che la rendono ancora più flessibile.
Sulla fascetta dell'invenzione la guaina 30 è costituita da un manicotto continuo che è totalmente chiuso tra la sua prima e la sua seconda estremità 31 e 32 e che ricopre anche le prime estremità del primo e del secondo pezzo 10 e 12, cioè esso ricopre anche la regione 33 in cui si trovano i mezzi di agganciamento tra queste prime estremità.
Sulla figura 6 sì vede che il manicotto 30 presenta un canale interno 34 la cui sezione è almeno sostanzialmente uguale a quella delle parti sostanzialmente cilindriche 11 e 13 della fascetta. Per posizionare la guaina 30 la si infila a partire dalla zampa 12B prima del posizionamento della vite 14 mediante la sua estremità 31 fino a che questa estremità 31 arriva in vicinanza dell'estremità HA della parte 11 e fino a che la seconda estremità 32 della guaina arriva in vicinanza dell'estremità 13A della parte 13.
Dato che il manicotto 30 è fatto di materiale flessibile e dunque leggermente deformabile, anche i leggeri sovraspessori locali della fascetta possono passare nel canale 34, in particolare le ondulazioni 18A e 20A o una nervatura di irrigidimento 17 presentata dalla parte 11.
Il fatto che i mezzi di agganciamento delle prime estremità 10A e 12A dei due pezzi 10 e 12 siano interamente contenuti nella guaina è reso possibile grazie al piccolo ingombro radiale di questi mezzi di agganciamento. Così la faccia interna della guaina è contìnua, anche nella regione di questi mezzi di agganciamento, ciò che è evidentemente favorevole per il bloccaggio degli oggetti per mezzo della fascetta. Inoltre la faccia esterna della guaina è ugualmente continua e ricopre i mezzi di agganciamento dal lato esterno alla fascetta, ciò che protegge questi ultimi. La fabbricazione della fascetta dotata di guaina è anche semplificata poiché è evidentemente più semplice posizionare una guaina fatta in una sola parte che non una guaina fatta in due parti. Inoltre secondo l'invenzione non è necessario praticare una qualsiasi apertura sulla faccia esterna della guaina. Ad ogni modo la guaina è continua almeno dal lato interno della fascetta.
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI 1 - Fascetta di bloccaggio per elementi cilindrici che comprende un'armatura che ha un primo e un secondo pezzo (10, 12) che comprendono ciascuno una parte (11, 13) sostanzialmente semicilindrica, la prima estremità (10A) del primo pezzo presentando una fessura (16), mentre la prima estremità (12A) del secondo pezzo presenta un gancio (18) atto a cooperare con questa fessura per realizzare un collegamento articolato tra il suddetto primo pezzo e il suddetto secondo pezzo, le seconde estremità (12B, 10') di questi pezzi presentando dei mezzi di chiusura della fascetta, la prima estremità (10A) del primo,pezzo (10) presentando una prima ondulazione trasversale (20) la cui concavità è rivolta verso l'interno della fascetta, la suddetta fessura (16) essendo ricavata, almeno in parte (16A), in questa prima ondulazione, mentre il gancio (18) comprende un tronco (18A) e una testa (18B) disposti sostanzialmente a T, il tronco presentando una seconda ondulazione trasversale (18A) la cui concavità è rivolta verso l'interno della fascetta, in posizione agganciata dei due pezzi, la testa (18B) del gancio (18) è impegnata sotto la prima ondulazione (20) mentre il bordo libero (21) della prima estremità (10A) del primo pezzo è impegnato sotto la seconda ondulazione (18A), caratterizzata dal fatto che essa comprende una guaina (30) costituita da un manicotto, che è infilato sulle parti sostanzialmente semicilindrcihe (11, 13) dei due pezzi e le cui due estremità libere (31, 32) sono rispettivamente situate in vicinanza delle seconde estremità del suddetto primo pezzo e del suddetto secondo pezzo. 2 - Fascetta secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto,che la guaina è costituita da un manicotto continuo (30) che ricopre anche le prime estremità (10A, 12A) del primo e del secondo pezzo (10, 12). 3 - Fascetta secondo la rivendicazione 1 o 2, nella quale le parti (11, 13) sostanzialmente semicilindriche del primo e del secondo pezzo (10, 12) sono formate da nastri piatti che hanno sostanzialmente lo stesso spessore (E) e che sono avvolti su se stessi, caratterizzata dal fatto che la prima e la seconda ondulazione (20, 18A) hanno sostanzialmente la stessa ampiezza (A) misurata radialmente nel senso che va verso l'esterno della fascetta e dal fatto che la suddetta ampiezza (A) è sostanzialmente uguale allo spessore (E) dei suddetti nastri metallici piatti. 4 - Fascetta secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1 a 3, caratterizzata dal fatto che la fessura (16) comprende una prima porzione (16A), che è ricavata nella prima ondulazione (20) e il cui bor-do (16'A)) vicino al bordo libero (21) della prima estremità (10A) del primo pezzo è atto a cooperare con il gancio (18) per mantenere i due pezzi (10, 12) in posizione agganciata, come pure una seconda porzione (16B) che è destinata a permettere l'introduzione della testa (18B) del gancio (18) nella fessura (16).· 5 - Fascetta secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che la seconda porzione (16B) della fessura (16) presenta una larghezza (L2), misurata trasversalmente al senso della circonferenza della fascetta, che è inferiore alla larghezza (Li) della prima porzione (16A) di questa fessura misurata nello stesso senso, la suddetta prima porzione e la suddetta seconda porzione (16A, 16B) presentando, considerate insieme, delle dimensioni longitudinali (L) atte a permettere l'introduzione della testa (18B) del gancio (18) nella fessura in una posizione nella quale i due pezzi (10, 12) della fascetta sono mantenuti sostanzialmente ad angolo retto l'uno rispetto all'altro. 6 - Fascetta secondo la rivendicazione 4 o 5, caratterizzata dal fatto che la seconda porzione (16B) della fessura (16) si estende dal lato della prima porzione (16A) della suddetta fessura che è opposta al bordo libero (21) della prima estremità (10A) del.primo pezzo (10).
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