ITVR20000039A1 - Forno di essiccazione in continuo con controllo retroazionato del flusso di aria calda, particolarmente adatto per prodotti spalmati o resin - Google Patents
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Description
FORNO DI ESSICCAZIONE IN CONTINUO CON
CONTROLLO RETRO AZIONATO DEL FLUSSO DI ARIA
CALDA, PARTICOLARMENTE ADATTO PER PRODOTTI
SPALMATI O RESINATI
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un forno di essiccazione in continuo con controllo retroazionato del flusso di aria calda, particolarmente adatto per prodotti spalmati o resinati.
Solitamente, gli impianti dedicati alla produzione di film plastici su carta relcase (ossia finte pelli), alla resinatura o impregnazione di tessuti o non tessuti, all'accoppiamento di film plastici con tessuti o non tessuti e alla stampa degli stessi sono composti da una serie di stazioni di lavoro disposte in linea, una per ogni fase di lavorazione prevista e da un forno di essiccazione previsto a valle di ciascuna stazione di lavoro.
Ciascun forno di essiccazione o essiccatoio ha infatti il compi to di completare il trattamento eseguito sul prodotto nella stazione di lavoro che lo precede e di preparare il prodotto stesso per il trattamento previsto nella stazione di lavoro successiva.
Il prodotto, che generalmente è costituito da un nastro, un film plastico o similare scorrevole in continuo lungo l'intero impianto, passando attraverso un forno di essiccazione è soggetto a particolari reazioni chimiche, quali, ad esempio, la reticolazione, l’espansione, polimerizzazione ed altre, ottenute tramite l'evaporazione dei solventi e/o dei plastificanti contenuti nelle resine o nei colori depositati su di esso durante uno o più trattamenti precedenti..
Considerando che l'unico parametro comune all'intero impianto di produzione è la velocità di scorrimento del prodotto da trattare attraverso le diverse stazioni di lavoro, ciascun forno di essiccazione presenta caratteristiche strutturali e di funzionamento adeguate al trattamento di essiccazione desiderato ed alle esigenze o ai vincoli stabiliti in base al tipo di prodotto da trattare.
Gli essiccatoi oggi adottati sono generalmente composti da una carcassa di contenimento, all'interno della quale sono alloggiate una camera superiore ed una inferiore di accumulo di aria calda in pressione, definite rispettivamente plenum superiore e plenum inferiore, delimitanti fra loro una zona intermedia di essiccazione, attraverso la quale c destinato a scorrere, in uso, il nastro o film da trattare. TI plenum superiore e quello inferiore sono dotati di una pluralità di ugelli rivolti verso la zòna di essiccazione ed atti a dirigere getti di aria calda rispettivamente contro la superficie superiore e quella inferiore del nastro in scorrimento.
Un essiccatoio è inoltre dotato di percorsi di flusso, attraverso i quali viene immessa aria calda in pressione direttamente nel plenum superiore ed in quello inferiore, di un ventilatore di ricircolo atto a mantenere l'aria in sovrapressione all'interno dei suddetti plenum, di una serie di batterie di riscaldamento, destinate a riscaldare l'aria mossa dal ventilatore di ricircolo nonché di un sistema di aspirazione dei gas esausti ricchi di solventi tipo.
Negli attuali forni di essiccazione la potenza termica trasmessa al nastro in scorrimento tramite un flusso di aria calda viene solitamente controllata agendo sulla temperatura delle batterie di riscaldamento oppure sulla portata del ventilatore.
In realtà, entrambe le modalità di intervento sopra citate si sono dimostrate spesso inefficienti a causa della loro incapacità di garantire un controllo preciso ed uniforme sulla potenza termica del forno ma soprattutto a causa della loro assoluta inadeguatezza in caso di arresto dell'intero impianto.
Considerando le consistenti potenze termiche sviluppate da un attuale forno di essiccazione e gli elevati volumi d'aria calda mossi al suo interno, in caso di emergenza con arresto del nastro non è sufficiente disattivare le batterie di riscaldamento e scaricare il plenum superiore, invertendo il funzionamento del ventilatore, in quanto l'inerzia termica del forno è tale da provocare comunque un riscaldamento eccessivo del nastro, danneggiandolo in maniera irreversibile.
Inoltre, i lunghi tempi di raffreddamento delle batterie di riscaldamento e l'inversione di funzionamento del ventilatore comportano, in caso di bloccaggio dell'impianto, una elevata dispersione di energia termica, che porta ad un aumento dei consumi energetici e dei costi di gestione dell'intero impianto.
Un ulteriore inconveniente degli attuali forni essiccatoi si riferisce al fatto che, in caso di interruzione del loro funzionament resa necessaria qualora si verifichi un arresto dell'impianto, essi abbisognano di un tempo di avviamento particolarmente lungo per ristabilire nuovamente le condizioni di funzionamento a regime ed essere di nuovo in grado di eseguire il trattamento prestabilito per il prodotto. In questo lasso di tempo necessario a riportare a regime il forno, numerosi fenomeni di riequilibrio generano una serie di inconvenienti che possono recare danno locale al prodotto da trattare.
Tra i fenomeni maggiormente incriminati vi sono le condense dei solventi che si manifestano abbondanti quando il flusso di aria calda presente all'interno del forno viene diminuito o rallentato, in particolare quando viene raffreddato sotto certi limiti. Tali condense oltre che poter gocciolare sul prodotto in lavorazione sono anche pericolose in quanto corrosive per i metalli costituenti il forno medesimo.
Scopo principale della presente invenzione è quello di mettere a disposizione un forno di essiccazione in grado di eliminare o sostanzialmente ridurre gli inconvenienti sopra lamentati relativi agli attuali forni essiccatoi.
Un altro scopo della presente invenzione è che con il suddetto forno sia possibile eseguire un controllo retroazionato della pressione interna al plenum superiore e/o al plenum inferiore in modo da adeguare la portata di aria calda che investe il prodotto sia al tipo di trattamento da eseguire che al prodotto da trattare.
Un ulteriore scopo della presente invenzione è che il suddetto forno sia in grado di isolare completamente il nastro dal flusso di aria calda in caso di arresto improvviso dell’impianto così da proteggerlo dal pericolo di surriscaldamento.
Un altro scopo della presente invenzione è che il suddetto forno sia in grado di garantire, durante il normale onamento, una continua e regolata movimentazione dell'aria onde evitare zone dui ristagno c quindi di concentrazione di solventi o di condensati.
Un ulteriore scopo della presente invenzione c che con il suddetto forno sia possibile ripristinare in tempi rapidi, al termine di una condizione di emergenza, il funzionamento a regime in modo da aumentare le prestazioni dell'intero impianto, velocizzare i cicli di lavorazione e diminuire i costi di produzione.
Uno scopo ancora della presente invenzione è che con il suddetto forno sia possibile ripristinare il funzionamento a regime in maniera controllata ed uniforme in modo da evitare di danneggiare il nastro rimasto bloccato all'interno del forno.
Non ultimo scopo della presente invenzione è che all’interno del suddetto forno lo strato del supporto in carta, tessuto o non tessuto non subisca shock termici tali da risultare utilizzabile per più cicli di lavorazione.
Questi ad altri scopi ancora che meglio appariranno in seguito vengono raggiunti da un forno di essiccazione in continuo di un nastro, un film o similari, il quale forno comprende una carcassa di supporto, una prima ed una seconda camera di accumulo di aria calda in pressione delimitanti tra di esse, internamente a detta carcassa, una zona intermedia di essiccazione, attraverso la quale è destinato scorrere detto nastro e presentanti ognuna una pluralità di ugelli rivolti verso detta zona intermedia di essiccazione, detti ugelli essendo destinati a generare una corrispondente pluralità di getti di aria calda contro le due facce opposte di detto nastro, almeno un percorso di flusso delimitante con detta carcassa e con detta prima camera di accumulo almeno una zona di ricircolo ed atto a convogliare aria calda verso detta prima e detta seconda camera di accumulo, almeno un ventilatore atto ad immettere aria in pressione all'interno del o di ciascun percorso di flusso ed almeno una batteria di scambio termico destinata a riscaldare l'aria diretta a dette camere, detto forno di essiccazione essendo caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi di rilevazione e controllo atti a rilevare livelli di pressione entro almeno detta prima camera di accumulo e ad emettere segnali di controllo e mezzi di regolazione del flusso di aria calda diretto a detta prima e a detta seconda camera di accumulo comandati da detti mezzi di rilevazione e controllo ed atti a regolare la quantità di aria all'interno di dette camere di accumulo in base a detti segnali di controllo emessi da detti mezzi di rilevazione e controllo.
Vantaggiosamente, detti mezzi di regolazione del flusso di aria calda comprendono almeno una apertura di comunicazione tra il o ciascun percorso di flusso e la o ciascuna zona di ricircolo, mezzi di intercettazione regolabili di detta apertura montati mobili su di essa e comandabili a disporsi tra una posizione di chiusura, in cui mantengono il flusso di aria calda all'interno del o di ciascun percorso di flusso c lo convogliano a detta prima e a detta seconda camere di accumulo ed una o più posizioni di apertura, in cui deviano almeno parzialmente detto flusso di aria calda verso la o ciascuna zona di ricircolo per regolare la quantità di aria all'interno di detta prima e di detta seconda camera di accumulo e mezzi valvolari collegabili in controfase con detti mezzi di intercettazione di detta apertura ed atti a controllare la portata di aria calda dal o da ciascun percorso di flusso almeno verso detta prima camera di accumulo.
Opportunamente, detti mezzi valvolari comprendono almeno una prima farfalla prevista internamente al o a ciascun percorso di flusso e collegabile in controfase con il o ciascun elemento lamellare della rispettiva apertura, detta prima farfalla essendo destinata ad intercettare almeno parzialmente detto flusso di aria calda diretto verso detta prima camera di accumulo.
Ulteriori aspetti e vantaggi della presente invenzione appariranno meglio dalla seguente descrizione dettagliata di alcuni suoi esempi, attualmente preferiti, di realizzazione dati a solo titolo illustrativo c non limitativo, con riferimento agli uniti disegni, nei quali:
la F IG URA 1 illustra una vista prospettica dì un forno di essiccazione secondo il trovato con alcune parti in esploso;
la FIGURA 2 mostra una vista in sezione longitudinale del forno di essiccazione di Figura 1 ;
la FIG URA 3 è una vista in sezione trasversale del forno di essiccazione di Figura 1 ;
la FIGURA 4 illustra una vista in alzato laterale del canale distribuzione dotato di mezzi di regolazione del flusso di aria calda verso la zona superiore del forno in posizione di chiusura e di mezzi valvolari per il controllo del flusso di aria al plenum superiore e al plenum inferiore in posizione di apertura;
la FIGURA 5 mostra una vista in alzato laterale dei mezzi di regolazione in posizione di apertura, dei mezzi valvolari per il controllo del flusso di aria al plenum inferiore e al plenum superiore rispettivamente in posizione di apertura e di chiusura; e
la FIGURA 6 è una vista schematica dei mezzi di rilevazione e controllo della pressione interna al plenum superiore e dei mezzi di comando per il pilotaggio dei mezzi di regolazione del flusso d’aria e dei mezzi valvolari.
Negli uniti disegni parti o componenti uguali o simili sono stati indicati con gli stessi numeri di riferimento.
In riferimento alle Figure sopra elencate, un forno di essiccazione secondo il trovato, indicato con il numero di riferimento 1 , risulta composto da una carcassa di supporto 2 supportata da un basamento 3, all’interno della quale sono alloggiate una camera superiore o plenum superiore 4 ed una camera inferiore o plenum inferiore 5 destinate all’accumulo e alla distribuzione controllata di aria calda in pressione per il trattamento di essiccazione in continuo di un film o nastro 6 (mostrato in maniera schematica nelle Figure 2 e 3). II nastro 6 può essere composto da uno strato inferiore di supporto, preferibilmente in carta, tessuto naturale o tessuto sintetico, sul quale viene depositato uno spalmato composto, ad esempio, da uno o più strati in PVC, Poliuretano, brillantante, colore o altri trattamenti superficiali affini-li plenum superiore 4 e quello inferiore 5 delimitano tra di esse, all’interno del forno 1 , una zona intermedia di essiccazione 7, attraverso la quale viene fatto scorrere, in uso, il nastro 6 e sono dotati di una pluralità di ugelli 8 rivolti verso la zona di essiccazione 7 ed atti a dirigere un rispettivo getto di aria calda contro il nastro 6 in scorrimento, sia contro la sua superficie inferiore, ossia contro lo strato di supporto, che contro quella superiore, ossia lo strato spalmato (come indicato in Figura 2 rispettivamente dalle frecce F’ ed F”).
Sul forno 1 può essere previsto un ventilatore 9 azionato da un motore 10 ed atto a mantenere l’aria in sovrapressione all’interno del plenum superiore 4 e di quello inferiore 5, un percorso di flusso 12 destinato a convogliare, in uso, il flusso di aria generato dal ventilatore 9 verso il plenum superiore 4 e quello inferiore 5 (vedi Figura 3) ed una serie di batterie di riscaldamento 13, ad esempio del tipo ad olio termico o a vapore, atte a portare a temperatura predefinita (220°C circa) l’aria mossa dal ventilatore 9.
Di preferenza, all’interno del percorso di flusso 12 ed in prossimità dell’imbocco del plenum superiore 4 e di quello inferiore 5 sono previsti mezzi valvolari comprendenti una coppia di farfalle 14 ed una coppia di farfalle 15 atte a regolare il flusso di aria diretto rispettivamente al plenum superiore 4 e a quello inferiore 5.
Vantaggiosamente, il percorso di flusso 12 comunica, tramite una pluralità di aperture 16, con una zona di ricircolo 17 delimitata dal plenum superiore 4 internamente alla carcassa 2 del forno 1.
Come illustrato in particolare nelle Figure 4 e 5, le aperture 16 sono dotate di dispositivi di chiusura comprendenti, di preferenza, una serie di elementi lamellari 18 imperniati girevolmente, ad esempio tramite pernetti 11 , alle estremità longitudinali cosi da compiere, in uso, escursioni angolari attorno al proprio asse di rotazione x-x. Tramite le suddette escursioni angolari gli elementi lamellari 18 possono disporsi, su comando, in una desiderata posizione intermedia tra una posizione di chiusura completa (mostrata in Figura 4) ed una posizione di massima apertura (vedi Figura 5) a seconda della portata di aria calda che si desidera deviare, in uso, dal canale di distribuzione 12 alla zona di ricircolo 17. Gli elementi lamellari 18 sono montati sulla rispettiva apertura 16 fra loro paralleli e distanziati in modo tale da intercettare completamente, in posizione di chiusura, la luce della rispettiva finestra 16 (vedi Figura 4).
Vantaggiosamente, l’apertura e la chiusura degli clementi lamellari 18 di ciascuna apertura 16, comandate, ad esempio da un attuatore 19, sono sincronizzate rispettivamente alla chiusura c all’apertura delle farfalle 14 disposte all’imbocco del plenum superiore 4. Come illustrato nelle Figure 4, 5 e 6, le finestre 16 e le corrispondenti farfalle 14, possono essere collegate da mezzi di comando costituiti, di preferenza, da un leverismo 20, tramite il quale l’attuatore 19 c in grado di aprire o chiudere contemporaneamente ed in controfase sia gli elementi lamellari 18 che le corrispondenti farfalle 14.
Per quanto riguarda le farfalle 15 invece, esse possono essere pilotate manualmente dall’esterno tramite una apposita leva 21 oppure può essere previsto un prolungamento del leveraggio 20 (non mostrato nelle Figure), il quale si estende dalle finestre 16 fino alle farfalle 14 e 15 corrispondenti ed è in grado di sincronizzare l’apertura degli elementi lamellari 18 con la chiusura delle farfalle 14 e 15 o, viceversa, la chiusura degli elementi lamellari 18 con l’apertura delle farfalle 14 e 15.
Al fine di garantire un continuo monitoraggio della velocità e quindi della portata del flusso di aria calda attraverso gli ugelli 7, in particolare quelli del plenum superiore 4, il forno di essiccazione 1 è vantaggiosamente dotato di mezzi di rilevazione e controllo 23 della pressione dell’aria all’interno del plenum superiore 4 (vedi Figura 6), grazie ai quali è possibile realizzare una verifica ed una regolazione continue della velocità dell’aria in uscita dagli ugelli 8.
I mezzi di rilevazione e controllo 23 hanno infatti il compito di confrontare, in uso, i valori istantanei delle grandezze termodinamiche (pressione, temperatura) dell’aria interna al forno 1 con i rispettivi valori preimpostati in base al tipo di lavorazione prevista e di intervenire tramite un controllo retroazionato sugli elementi lamellari 18 delle aperture 16, sulle farfalle 14 e, in caso siano collegate, anche sulle farfalle 15 ogni qual volta i valori istantanei delle suddette grandezze termodinamiche si discostano da quelli ideali in modo tale da garantire un apporto di potenza termica al nastro 6 adeguato alle esigenze di lavorazione e al tipo di prodotto da trattare.
Come illustrato in Figura 6, i mezzi di rilevazione e controllo 23 comprendono, di preferenza, un rilevatore di pressione 24 vantaggiosamente sistemato all’interno del plenum superiore 4, un trasduttore di pressione differenziale 25, il quale ha il compito di confrontare i valori della pressione istantanea ad esso inviati dal rilevatore 24 con quelli predefiniti in base al prodotto da trattare c al tipo di trattamento programmato, una unità di elaborazione 26 prevista a valle del trasduttore 25 ed atta ad azionare l’attuatore 19 per regolare l’apertura o la chiusura degli clementi lamellari 18 e delle farfalle 14 e 15. L’unità di elaborazione 26 ha, infatti, il compito di calcolare, in base alla differenza di pressione rilevata dal trasduttore 25, la portata di aria necessaria a riportare la pressione interna al plenum superiore 4 entro valori prestabiliti e di controllare, tramite gli elementi lamellari 1 8 e le farfalle 14 e 15, il flusso di aria calda diretto al nastro 6.
Con un forno come quello sopra descritto, disposto vantaggiosamente in linea con macchine dedicate alla spalmatura su carta release, all’accoppiamento o all’impregnazione di tessuti, non tessuti e film plastici con PVC, PU o affini, è dunque possibile eseguire un trattamento di essiccazione omogeneo e controllato in grado di garantire continuità e maggiore velocità dei cicli di lavorazione, migliori prestazioni ed elevata affidabilità dell’intero impianto, ossia condizioni ottimali di funzionamento che contribuiscono a mantenere alto il rendimento dell’impianto ed elevata la qualità del prodotto finito.
L’apertura o la chiusura in controfase degli elementi lamellari 18 e delle farfalle 14 e 15 consente inoltre di intervenire in maniera rapida ed efficace per isolare il nastro 6 dal flusso di aria calda qualora lo scorrimento del nastro 6 venga improvvisamente interrotto. Poiché, in caso di arresto dell’intero impianto, il nastro 6 può rimanere fermo all’interno del forno 1 anche per lungo tempo, è necessario deviare il flusso di aria calda diretto, in uso, al plenum superiore 4 c al plenum inferiore 5 verso la zona di ricircolo superiore 17 in modo da evitare che il nastro 6 subisca danni irreversibili dovuti all’eccessiva esposizione ad una potenza termica troppo elevata.
In caso di emergenza, quindi, l’unità di elaborazione 26 provvede immediatamente a comandare all’attuatorc 1 9 di portare gli elementi lamellari 18 delle finestre 16 in posizione di massima apertura e di chiudere contemporaneamente la farfalle 14 e 15 così da interrompere in un breve intervallo di tempo l’apporto di potenza termica alla porzione del nastro 6 rimasta bloccata all’interno del forno 1. L’aria calda viene dunque deviata verso la zona di ricircolo 17, dalla quale viene ripescata dal ventilatore 9 passando attraverso le batterie di riscaldamento 13, che la mantengono alla temperatura di esercizio di circa 220°C.
Al termine della fase di emergenza, mentre rimpianto si riporta a regime ed il nastro 6 ricomincia a scorrere con la sua velocità di esercizio, l’unità di comando 26, in base alle informazioni relative alle condizioni termodinamiche dell’aria interna al plenum superiore provenienti dal trasduttore 25, invia all’attuatore 19 l’ordine di regolare gli elementi lamellari 18 delle finestre 16 e le farfalle 14 al fine di riempire il plenum superiore 4 di aria calda in pressione, in maniera il più omogenea e controllata possibile onde garantire una distribuzione uniforme di aria calda attraverso tutti gli ugelli 8 e sottoporre così il nastro 6 ad un flusso di potenza termica omogeneo e controllato.
Il forno di essiccazione 1 sopra descritto è suscettibile di numerose modifiche e varianti entro Fambito definito dal tenore delle rivendicazioni.
In pratica, i materiali nonché le dimensioni possono essere vari a seconda delle esigenze.
Claims (9)
- RIVENDICAZIONI 1. Forno di essiccazione in continuo di un nastro, un film o similari, il quale forno comprende una carcassa di supporto, una prima ed una seconda camera di accumulo di aria calda in pressione delimitanti tra di esse, internamente a detta carcassa, una zona intermedia di essiccazione, attraverso la quale è destinato a scorrere detto nastro e presentanti ognuna una pluralità di ugelli rivolti verso detta zona intermedia di essiccazione, detti ugelli essendo destinati a generare una corrispondente pluralità di getti di aria calda contro le due facce opposte di detto nastro, almeno un percorso di flusso delimitante con detta carcassa e con detta prima camera di accumulo almeno una zona di ricircolo ed atto a convogliare aria calda verso detta prima e detta seconda camera di accumulo, almeno un ventilatore atto ad immettere aria in pressione all'interno del o di ciascun percorso di flusso ed almeno una batteria di scambio termico destinata a riscaldare l'aria diretta a dette camere, detto forno di essiccazione essendo caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi di rilevazione e controllo atti a rilevare livelli di pressione entro almeno detta prima camera di accumulo e ad emettere segnali di controllo e mezzi di regolazione del flusso di aria calda diretto a detta prima e a detta seconda camera di accumulo comandati da detti mezzi di rilevazione e controllo ed atti a regolare la quantità di aria all'interno di dette camere di accumulo in base a detti segnali di controllo emessi da detti mezzi di rilevazione e controllo.
- 2. Forno secondo la rivendicazione 1 , caratterizzato dal fatto che detti mezzi di regolazione del flusso di aria calda comprendono almeno una apertura di comunicazione tra il o ciascun percorso di flusso e la o ciascun a zona di ricircolo, mezzi di intercettazione regolabili di detta apertura montati mobili su di essa e comandabili a disporsi tra una posizion e di chiusura, in cui mantengono il flusso di aria calda all'interno del o di ciascun percorso di flusso e lo convogliano a detta prima e a detta seconda camere di accumulo ed una o più posizioni di apertura, in cui deviano almeno parzialmente detto flusso di aria calda verso la o ciascuna zona di ricircolo per regolare la quantità di aria all'interno di detta prima e di detta seconda camera di accumulo c mezzi valvolari collegabili in controfase con detti mezzi di intercettazione di detta apertura ed atti a controllare la portata di aria calda dal o da ciascun percorso di flusso almeno verso detta prima camera di accumulo.
- 3. Forno secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione della o di ciascuna apertura comprendono almeno un elemento lamellare imperniato girevolmente alle estremità longitudinali cosi da compiere escursioni angolari attorno ad un asse longitudinale di rotazione. 3⁄4
- 4. Forno secondo la rivendicazione 2 o 3, caratterizzato dal fatto che detti mezzi valvolari comprendono almeno una prima farfalla prevista internamente al o a ciascun percorso di flusso e collegabile in controfase con il o ciascun elemento lamellare della rispettiva apertura, detta prima farfalla essendo destinata ad intercettare almeno parzialmente detto flusso di aria calda diretto verso detta prima camera di accumulo.
- 5. Forno secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detti mezzi valvolari comprendono almeno una seconda farfalla prevista internamente al o a ciascun percorso di flusso e collegabile in fase con la rispettiva prima farfalla, detta seconda farfalla essendo destinata ad intercettare almeno parzialmente detto flusso di aria calda diretto verso detta seconda camera di accumulo.
- 6. Forno secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di rilevazione e comprendono almeno un rilevatore di pressione sistemabile entro almeno detta prima camera di accumulo, almeno un trasduttore di pressione differenziale collegato al rispettivo rilevatore ed atto a confrontare il valore di pressione rilevato con un valore predefinito, una unità di elaborazione prevista a valle di detto trasduttore e destinata a calcolare, in base alla differenza di pressione rilevata da detto trasduttore, la portata di aria necessaria per riportare la pressione al valore predefinito ed un attuatorc destinato a ricevere i comandi inviati da detta unità di elaborazione e a regolare l'apertura o la chiusura di detti clementi lamellari e di detta prima e di detta seconda farfalla.
- 7. Forno secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi di comando collegabili sia a detti mezzi di intercettazione di detta apertura che a detti mezzi valvolari per trasmettere il moto generato da detto attuatore sia a detti mezzi di intercettazione che a detti mezzi valvolari.
- 8. Forno secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di comando comprendono almeno un leveraggio comandabile da detto attuatore e vincolabile al o a ciascun elemento lamellare di ciascuna apertura ed almeno alla rispettiva prima farfalla per pilotare in controfase detti elementi lamellari rispetto a detta prima farfalla.
- 9. Forno secondo la rivendicazione 7 o 8, caratterizzato dal fatto che detto leveraggio è vincolabile a detta prima c a detta seconda farfalla per regolare l'apertura o la chiusura in fase delle stesse con l'apertura o la chiusura in controfase del o di ciascun elemento lamellare della rispettiva apertura.
Priority Applications (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT2000VR000039A IT1314402B1 (it) | 2000-05-04 | 2000-05-04 | Forno di essiccazione in continuo con controllo retroazionato delflusso di aria calda, particolarmente adatto per prodotti spalmati o |
Applications Claiming Priority (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT2000VR000039A IT1314402B1 (it) | 2000-05-04 | 2000-05-04 | Forno di essiccazione in continuo con controllo retroazionato delflusso di aria calda, particolarmente adatto per prodotti spalmati o |
Publications (3)
| Publication Number | Publication Date |
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| ITVR20000039A0 ITVR20000039A0 (it) | 2000-05-04 |
| ITVR20000039A1 true ITVR20000039A1 (it) | 2001-11-04 |
| IT1314402B1 IT1314402B1 (it) | 2002-12-13 |
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ID=11461821
Family Applications (1)
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| IT2000VR000039A IT1314402B1 (it) | 2000-05-04 | 2000-05-04 | Forno di essiccazione in continuo con controllo retroazionato delflusso di aria calda, particolarmente adatto per prodotti spalmati o |
Country Status (1)
| Country | Link |
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| IT (1) | IT1314402B1 (it) |
-
2000
- 2000-05-04 IT IT2000VR000039A patent/IT1314402B1/it active
Also Published As
| Publication number | Publication date |
|---|---|
| IT1314402B1 (it) | 2002-12-13 |
| ITVR20000039A0 (it) | 2000-05-04 |
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