ITMI20011158A1 - Dispositivo di smorzamento per elementi di chiusura di mobili e mobile dotato di tale dispositivo - Google Patents
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Description
D E S C R I Z I O N E
annessa a domanda di brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE avente per titolo:
“DISPOSITIVO DI SMORZAMENTO PER ELEMENTI DI CHIUSURA DI MOBILI E MOBILE DOTATO DI TALE DISPOSITIVO"
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo di smorzamento per elementi di chiusura di mobili, del tipo comprendente le caratteristiche espresse nel preambolo della rivendicazione 1.
Forma inoltre oggetto della presente invenzione un mobile comprendente le caratteristiche espresse nel preambolo della rivendicazione 14.
La presente invenzione trova particolare impiego nel settore del l'arredamento e si presta ad essere utilizzata in associazione ad un qualunque tipo di mobile avente uno più vani di alloggiamento definiti nella strutura portante del mobile stesso e dotati di rispetivi elementi di chiusura, costituiti ad esempio da ante, cassetti o altro. Ogni elemento di chiusura è mobile tra un prima posizione in cui è impegnato contro un bordo perimetrale di un’apertura di accesso del rispettivo vano di alloggiamento per cui quest’ultimo risulta chiuso ed una seconda posizione in cui è distanziato dall’apertura di accesso per cui il vano di alloggiamento risulta aperto ed accessibile dall'esterno.
Generalmente, ogni elemento di chiusura è girevolmente impegnato al rispetivo vano di alloggiamento mediante apposite cerniere fissate internamente a quest’ultimo. Tali cerniere sono normalmente dotate di mezzi di richiamo predisposti ad intervenire, durante lo spostamento dell’elemento di chiusura dalla seconda alla prima posizione, per riportare quest’ultimo nella prima posizione.
Per garantire la stabilità di posizionamento dell’elemento di chiusura nella prima posizione, sopratuto con riferimento ad ante di grosse dimensioni, si rende necessario predisporre i mezzi di richiamo a fornire un ragguardevole precarico elastico.
T uttavia, l’azione di spinta esercitata dai mezzi di richiamo determina in fase di chiusura una notevole accelerazione dell'elemento di chiusura verso la prima posizione, generando conseguentemente urti che provocano fastidiosi rumori e, con l'uso prolungato, fenomeni di usura e/o danneggiamento delle parti interessate.
Il rapido spostamento dell’elemento di chiusura può essere inoltre causa di infortuni che, specie nei bambini, possono anche presentare una certa gravità, qualora le dita dell’utilizzatore venissero inavvertitamente chiuse fra la struttura del mobile ed i bordi dell’elemento di chiusura.
Scopo della presente invenzione è quindi quello di risolvere i problemi riscontrati nella tecnica nota proponendo un dispositivo di smorzamento applicabile su un qualunque tipo di mobile in modo tale che la chiusura dei vani di alloggiamento di quest’ultimo sia sicura per le persone e garantisca nel contempo l’eliminazione di fastidiosi rumori ed una maggiore salvaguardia dell’integrità strutturale del mobile stesso.
Questi scopi ed altri ancora, che meglio appariranno nel corso della seguente descrizione, vengono sostanzialmente raggiunti da un dispositivo di smorzamento di ante di mobili, comprendente le caratteristiche espresse nella parte caratterizzante della rivendicazione 1 , nonché da un mobile comprendente le caratteristiche espresse nella parte caratterizzante della rivendicazione 14.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi appariranno maggiormente dalla descrizione dettagliata di una forma di esecuzione preferita, ma non esclusiva, di un dispositivo di smorzamento di ante di mobili ed un mobile dotato di tali dispositivi, in accordo con la presente invenzione. Tale descrizione verrà esposta qui di seguito con riferimento alle allegate figure, fornite a solo scopo indicativo e, pertanto, non limitativo, in cui:
la figura 1 è una sezione longitudinale, eseguita secondo la traccia l-l di figura 2, di un dispositivo di smorzamento in accordo con la presente invenzione montato su un mobile ;
la figura 2 è una vista prospettica del dispositivo e del mobile di cui alla figura 1 in cui un elemento di chiusura del mobile chiude un vano di alloggiamento ricavato sullo stesso ;
la figura 3 è una ulteriore vista prospettica del dispositivo e del mobile di cui alle figure precedenti, in cui l’elemento di chiusura è distanziato dal vano di alloggiamento del mobile;
la figura 4 rappresenta in vista prospettica una struttura di supporto del dispositivo di cui alle figure precedenti.
Con riferimento alle unite figure, con 1 è stato complessivamente indicato un dispositivo di smorzamento per elementi di chiusura di mobili, in accordo con la presente invenzione.
II dispositivo 1 è associabile ad un qualunque tipo di mobile 2 la cui struttura definisce almeno un vano di alloggiamento 3 per il contenimento di oggetti ed articoli vari. Il vano di alloggiamento 3 può essere definito, ad esempio, da una parete di base 4 da lati opposti della quale si estendono verticalmente, pareti laterali 5 che terminano, ciascuna in corrispondenza della propria sommità, contro una parete superiore 6 contrapposta alla parete di base 4. Le pareti 4, 5, 6 del vano di alloggiamento 3 delimitano inoltre un’apertura di accesso 7 alla quale è operativamente associato, mediante una o più cerniere 8 fissate internamente al vano di alloggiamento stesso, almeno un elemento di chiusura 9 che, nel caso specifico illustrato nelle figure allegate, è costituito da un’anta.
L'anta 9 è mobile tra una prima posizione in cui è disposta contro un bordo perimetrale 7a dell'apertura di accesso 7 ed il vano di alloggiamento 3 è chiuso (figure 1 e 2) ed una seconda posizione in cui è distanziata dall'apertura di accesso 7 ed il vano di alloggiamento 3 risulta aperto (figura 3).
Ogni cerniera 8 è dotata di mezzi elastici di spinta operativamente attivi sull’anta 9 (non visibili nelle figure allegate) predisposti ad intervenire durante la chiusura dell’anta stessa per riportare quest’ultima nella prima posizione e mantenerla in relazione di spinta verso il vano di alloggiamento 3 quando la prima posizione è stata raggiunta.
Come illustrato nelle figure allegate, il dispositivo 1 comprende una struttura di supporto 10 (figura 4) completamente inserita nel vano di alloggiamento 3 (figure da 1 a 3) e predisposta ad assicurare lo stabile impegno del dispositivo stesso al mobile 2. L’impegno della struttura di supporto 10 al mobile 2 viene ottenuto tramite almeno una porzione di attacco 11 prevista sulla struttura di supporto stessa. Più in dettaglio, la porzione di attacco 11 è preferibilmente definita da una superfìcie di appoggio 11a attraverso la quale sono ricavati perpendicolarmente, fori di avvitamento 12 per l’impegno di rispettivi elementi filettati 13. Questi ultimi sono inseriti nei rispettivi fori di avvitamento 12 ed avvitati nella parete 4, 5, 6 di destinazione del vano di alloggiamento 3 bloccando la struttura di supporto 10 contro tale parete 4, 5, 6.
Il dispositivo 1 comprende inoltre mezzi di contrasto 14 operativamente associabili alla struttura di supporto 10 ed attivi sull'anta 9 per esercitare su quest'ultima un’azione contraria allo spostamento della stessa dalla seconda alla prima posizione per cui tale spostamento, viene sensibilmente rallentato.
Come visibile dalle figure allegate, la struttura di supporto 10 comprende inoltre una porzione di aggancio 15 presentante almeno una sede di impegno 15a destinata ad essere occupata dai mezzi di contrasto 14 ed una coppia di elementi di trattenimento 15b, estendentisi lateralmente rispetto alla sede di impegno 15a in direzione opposta alla porzione di attacco 11 e predisposti ciascuno a mantenere i mezzi di contrasto 14 solidalmente uniti alla sede di impegno 15a. Preferibilmente la sede di impegno 15a della porzione di aggancio 15 è controsagomata ai mezzi di contrasto 14 e, secondo la soluzione illustrata in figura 4, presenta un profilo sostanzialmente semicircolare.
Gli elementi di trattenimento 15b sono preferibilmente realizzati in materiale elasticamente deformabile per cui risultano divaricabili trasversalmente rispetto al proprio sviluppo longitudinale. Più in dettaglio, gli elementi di trattenimento 15b sono mobili tra una prima posizione in cui ostacolano almeno parzialmente l'inserimento e/o l'estrazione dei mezzi di contrasto 14 nella e/o dalla sede di impegno 15a ed una seconda posizione in cui gli elementi di trattenimento 15b vengono divaricati dai mezzi di contrasto stessi abbracciando almeno parzialmente questi ultimi. Quando i mezzi di contrasto 14 vengono montati sulla struttura di supporto 10 spingono gli elementi di trattenimento 15b l’uno in allontanamento dall’altro portando questi ultimi dalla prima la seconda posizione. Quando i mezzi di contrasto 14 sono disposti contro la sede di impegno 15a della porzione di aggancio 15, gli elementi di trattenimento 15b sono liberi di spostarsi, per effetto elastico, in direzione della prima posizione agganciando i mezzi di contrasto 14 che vengono così premuti contro la struttura di supporto 10 (figure 1 e 2).
Come visibile dalla sezione di figura 1, i mezzi di contrasto 14 comprendono preferibilmente almeno un attuatore fluidodinamico 16. L’attuatore fluidodinamico 16 presenta un involucro di contenimento 17 che, come illustrato nella sezione di figura 1 , comprende preferibilmente una camicia esterna 18 sostanzialmente tubolare nella quale risultano inseriti, in una prima estremità 18a della stessa, una porzione di testa 19 ed in una seconda estremità 18b, un porzione di fondo 20, predisposte a chiudere da parti opposte la camicia esterna 18.
Nel dettaglio, la porzione di testa 19 è parzialmente inserita nella prima estremità 18a della camicia 18 e risulta saldamente impegnata a quest’ultima per mezzo di una prima filettatura 21 ricavata esternamente sulla porzione di testa 19 ed un seconda filettatura 22 ricavata internamente alla camicia esterna 18 in corrispondenza della prima estremità 18a della stessa. Il montaggio della porzione di testa 19 con la camicia esterna 18 viene quindi attuato mediante un reciproco avvitamento che termina quando uno spallamento 19a circonferenzialmente aggettante esternamente dalla porzione di testa 19 è disposto contro la prima estremità 18a della camicia esterna 18.
Come illustrato in figura 1 , lo spallamento 19a della porzione di testa 19 si sviluppa diametralmente secondo una misura tale da appoggiarsi anche contro un bordo della struttura di supporto 10. Questa configurazione risulta particolarmente vantaggiosa in quanto consente di inibire eventuali slittamenti orizzontali dei mezzi di contrasto 14 in direzione opposta all’anta 9 a seguito dei colpi che quest’ultima trasmette ai mezzi di contrasto stessi quando trasla dalla seconda alla prima posizione.
Al fine di assicurare una tenuta ermetica fra la porzione di testa 19 e la camicia esterna 18 è prevista la presenza di una prima guarnizione ad anello 23 interposta tra le stesse. Più in particolare, la prima guarnizione ad anello 23 è localizzata in una sede circonferenziale 19b ricavata esternamente sulla porzione di testa 19 tra lo spallamento 19a e la prima filettatura 21 di quest'ultima, per cui quando la porzione di testa 19 viene avvitata sulla camicia esterna 18 la prima guarnizione ad anello 23 viene premuta dalla porzione di testa 19 internamente contro la prima estremità 18a della camicia esterna 18.
Similmente alla porzione di testa 19, la porzione di fondo 20 è parzialmente inserita nella seconda estremità 18b della camicia esterna 18. La porzione di fondo 20 risulta saldamente impegnata alla camicia esterna 18 tramite una terza filettatura 24 ricavata esternamente sulla porzione di fondo 20 ed una quarta filettatura 25 ricavata internamente alla camicia esterna 18 in corrispondenza della seconda estremità 18b di quest’ultima. Anche il montaggio della porzione di fondo 20 con la camicia esterna 18 viene attuato mediante avvitamento reciproco fino a quando uno spallamento 20a circonferenzialmente aggettante esternamente dalla porzione di fondo 20 non è disposto contro la seconda estremità 18b della camicia esterna 18.
Al fine di garantire una tenuta ermetica fra la camicia esterna 18 e la porzione di fondo 20, una seconda guarnizione ad anello 26 è interposta fra le stesse. Nel dettaglio, la seconda guarnizione ad anello 26 è operativamente collocata in una sede 20b circonferenzialmente ricavata esternamente sulla porzione di fondo 20 tra la terza filettatura 24 e lo spai lamento 20a di quest'ultima in modo tale che, quando la porzione di fondo 20 è avvitata sulla camicia esterna 18 la seconda guarnizione ad anello 26 è schiacciata tra la seconda estremità 18b della camicia esterna 18 stessa e la porzione di fondo 20.
L’attuatore fluidodinamico 16 è inoltre dotato di un circuito fluidodinamico 27 definito internamente all’involucro di contenimento 17 e delimitato parzialmente dai componenti di quest’ultimo. Il circuito fluidodinamico 27 contiene un fluido, come ad esempio olio, predisposto ad interagire con un elemento di intercettazione 28 dell’attuatore fluidodinamico stesso che verrà descritto in seguito.
Più specificatamente, il circuito fluidodinamico 27 presenta una prima ed una seconda camera 29, 30 rispettivamente situate in prossimità della porzione di testa 19 e della porzione di fondo 20. La prima e la seconda camera 29, 30 sono in comunicazione tra loro mediante un canale di collegamento 31 che si sviluppa tra una camera e l’altra.
Il canale di collegamento 31 è definito in parte da un passaggio 31 a ricavato nella porzione di fondo 20 ed in parte da un'intercapedine cilindrica 31 b comunicante con il passaggio 31 a. Come illustrato in figura 1 , l’intercapedine cilindrica 31 b è definita tra la camicia esterna 18 ed una camicia interna 33 coassialmente disposta internamente alla camicia esterna 18. Anche la camicia interna 33 è sostanzialmente tubolare e risulta bloccata rispetto alla camicia esterna 18 mediante l’impegno contrapposto delle porzioni di testa e di fondo 19, 20 rispettivamente contro una prima ed una seconda estremità 33a, 33b delia camicia interna stessa.
Tra la porzione di testa 19 e la prima estremità 33a della camicia interna 33 è presente un elemento di ritegno 34, preferibilmente costituito da una rondella, che trattiene in posizione una guarnizione paraolio 36 predisposta nella porzione di testa stessa. La porzione di fondo 20 impegna direttamente la seconda estremità 33b della camicia interna 33 premendo quest’ultima mediante una superficie circolare 20c definita in una scanalatura circonferenziale 20d ricavata sulla porzione di fondo stessa.
II canale di comunicazione 31 permette quindi al fluido presente nell’involucro di contenimento 17 di fluire da una camera all’altra attraversando il passaggio 31 a, l’intercapedine cilindrica 31 b ed una o più luci di comunicazione 31 c ricavate radialmente attraverso la camicia interna 33 che collegano idraulicamente l’intercapedine cilindrica 31 b con la prima camera 30.
L’azione dei mezzi di contrasto 14 sull’anta 9 viene resa possibile dalla presenza del summenzionato elemento di intercettazione 28 il quale è ermeticamente impegnato attraverso l’involucro di contenimento 17. Come illustrato nella figura 1 , l'elemento di intercettazione 28 comprende un'asta 35 coassialmente disposta rispetto alle camicie 18, 33 e scorrevolmente guidata attraverso un’apertura passante 19c ricavata nella porzione di testa 19 ed attraverso il distanziale 34.
La presenza della guarnizione paraolio 36 ostacola eventuali fuoriuscite del fluido presente nel circuito fluidodinamico 27 attraverso il distanziale 34 e l’apertura passante 19c. Infatti, la guarnizione paraolio 36 lambisce esternamente l’asta 35 trattenendo il fluido trasportato dalla stessa. L’asta 35 presenta una prima estremità 35a localizzata esternamente rispetto all’involucro di contenimento 17 e rivolta verso l’anta 9 ed un seconda estremità 35b localizzata internamente rispetto all’involucro di contenimento 17 e rivolta verso la porzione di fondo 20 di quest’ultimo. In corrispondenza della prima estremità 35a dell’asta 35, è impegnata una porzione di battuta 37 predisposta ad agire attivamente tramite un disco di battuta 37a contro l’anta 9 quando quest’ultima trasla dalla seconda alla prima posizione. Vantaggiosamente, la porzione di battuta 37 è realizzata in materiale elasticamente deformabile, preferibilmente gomma, tale da attutire lievemente l’urto dell’anta 9 contro l’elemento di intercettazione 28.
Al fine di assicurare un impegno stabile tra l’asta 35 e la porzione di battuta 37, nonché di consentire lo spostamento assiale della porzione di battuta stessa sulla prima estremità 35a dell’asta 35, sono rispettivamente ricavate, internamente alla porzione di battuta 37b ed esternamente sull’asta 35, una quinta ed una sesta filettatura 37b, 35c reciprocamente impegnatoli. La possibilità di spostare assialmente la porzione di battuta 37 sull’asta 35 risulta particolarmente vantaggiosa in quanto consente di regolare la lunghezza dell’elemento di intercettazione 28 per adattare, rispetto all’elemento chiusura 9 quando quest’ultimo si trova nella prima posizione, i mezzi di contrasto 14 in funzione della posizione di fissaggio della struttura di supporto 10.
In corrispondenza della seconda estremità 35b dell’asta 35 risulta invece fissato, tramite un dado 38 avvitato sull'asta stessa, un pistone 39 operativo sul circuito fluidodinamico 27 per determinare un passaggio di fluido attraverso la strozzatura calibrata 32 a seguito dello spostamento dell’elemento di intercettazione 28 da una posizione protesa verso l'anta 9, in cui l’asta 35 è quasi completamente disposta all’esterno dell’involucro di contenimento 17 ad una posizione retratta verso il vano di alloggiamento 3 in cui l’asta 35 è quasi totalmente disposta l’interno dell’involucro di contenimento 17. il pistone 39 presenta conformazione sostanzialmente discoidale e sì estende diametralmente secondo una misura pari al diametro interno della camicia interna 33 dividendone il volume di contenimento in due parti distinte corrispondenti rispettivamente alle summenzionate prima e seconda camere a volume variabile 29, 30.
Sempre con riferimento alla figura 1 , il pistone 39 presenta almeno una apertura di sfogo 39a estendentesi assialmente da una parte all’altra dello stesso e dotata di almeno una valvola unidirezionale 39b che, nella fattispecie, è rappresentata da un elemento sferoidale alloggiato in una svasatura dell'apertura di sfogo stessa ed ivi trattenuto dal dado 38.
I mezzi di contrasto 14 comprendono inoltre almeno un elemento di richiamo 40 operativamente associato all’elemento di intercettazione 28 per portare quest’ultimo dalla posizione retratta alla posizione protesa quando l’anta 9 è nella seconda posizione. Nella soluzione illustrata nella figura 1, tale elemento di richiamo 40 è ad esempio costituito da una molla elicoidale 40a operativamente interposta tra la porzione di fondo 20 ed il pistone 39, per cui quando l'elemento di intercettazione 28 si muove dalla posizione protesa alla posizione retratta il pistone 39 comprime, contro la porzione di fondo 20, la molla elicoidale 40a la quale, quando l'anta 9 si trova nella seconda posizione, è libera di scaricare la precedente precompressione subita, spingendo il pistone 39 verso la porzione di testa 19 e determinando conseguentemente lo spostamento dell’elemento di intercettazione 28 dalla posizione retratta alla posizione protesa.
Il dispositivo 1 comprende inoltre mezzi di regolazione 41 per impostare la velocità di movimentazione dell’elemento di intercettazione 28 almeno verso la posizione retratta. I mezzi di regolazione 41 comprendono uno stelo 42 portante terminalmente almeno un otturatore 43 attivo sulla strozzatura calibrata 32 del circuito fluidodinamico 27 per ridurre e/o ampliare la sezione di passaggio della strozzatura calibrata stessa. Come visibile in figura 1, la strozzatura calibrata 32 è definita coassialmente nella porzione dì fondo 20 in corrispondenza del passaggio 31 a del canale di collegamento 31 e lo stelo 42 è operativamente collocato all’interno di una sede cilindrica 44 ricavata assialmente attraverso la porzione di fondo stessa.
Lo stelo 42 è centrato rispetto alla sede cilindrica 44 della porzione di fondo 20 tramite un organo di centratura 45 interposto tra gli stessi ed è mobile all’interno di tale sede cilindrica 44 mediante una settima filettatura ricavata in un estremità 42b dello stelo stesso ed un'ottava filettatura 44a ricavata internamente nella sede cilindrica 44. Operando quindi con un cacciavite o simile attrezzo sull’estremità 42b dello stelo 42 è possibile spostare assialmente quest’ultimo e l’otturatore 43 per regolare l’ampiezza della sezione della strozzatura calibrata 32.
Al fine di evitare eventuali fuoriuscite di fluido attraverso la sede cilindrica 44 sono inoltre previste, tra quest’ultima e lo stelo 42 dei mezzi di regolazione 41 , una terza ed una quarta guarnizione ad anello 46, 47 assialmente interposte tra l’organo di centratura 45 e la strozzatura calibrata 32.
Il funzionamento del dispositivo 1, dettagliatamente descritto in senso prevalentemente strutturale viene esposto qui di seguito.
Quando viene manualmente spostata dalla seconda alla prima posizione l’anta o altro elemento di chiusura 9 del mobile 2 è soggetta, inizialmente, ad una resistenza opposta dai mezzi elastici di spinta delle cerniere 8 i quali, una volta vinta la loro resistenza, scattano spingendo l’elemento di chiusura stesso in direzione del vano di alloggiamento 3. L’anta 9 percorre così una traiettoria circolare avvicinandosi all’apertura di accesso 7 del vano di alloggiamento 3 in prossimità della quale urta la porzione di battuta 37 dell’elemento di intercettazione 28 spingendo quest’ultimo verso l’involucro di contenimento 17.
Su effetto della spinta dell'anta 9 l’elemento di intercettazione 28 trasla dalla posizione protesa alla posizione retratta agendo, direttamente tramite il proprio pistone 39, sul fluido presente nella seconda camera a volume variabile 30 del circuito fluidodinamico 27 per spingere tale fluido verso il passaggio 31 a del canale di collegamento 31 e, conseguentemente, verso la strozzatura calibrata 32. Contemporaneamente alla spinta del fluido provocata dal pistone 39 quest’ultimo comprime anche la molla elicoidale 40a dell’elemento di richiamo 40.
Durante la traslazione dell’elemento di intercettazione 28 dalla posizione protesa alla posizione retratta, l'impatto della valvola unidirezionale 39b con il fluido presente nella seconda camera 30 determina lo spostamento relativo di quest’ultima all’interno dell’apertura di sfogo 39a rispetto al pistone 39 per cui l'apertura di sfogo 39a viene occlusa dalla valvola unidirezionale 39b costringendo il fluido in pressione a percorrere unicamente il canale di collegamento 31.
Il fluido in movimento interessa dapprima il passaggio 31 a del canale di collegamento 31 passando obbligatoriamente attraverso la ridotta sezione, definita dalla strozzatura calibrata 32 definita dall’otturatore 43 per poi fluire direttamente nell’intercapedine cilindrica 31 b. La brusca riduzione di sezione dalla camera di mandata 31 alla strozzatura calibrata 32 determina, all’interno della seconda camera stessa , un avanzamento rallentato del fluido che si oppone, assieme all’elemento di richiamo 40, all’azione esercitata dal pistone 39. Naturalmente la resistenza del fluido e l’azione dell’elemento di richiamo 40 vengono trasmesse, attraverso il pistone 39 e l’elemento di intercettazione 28, all’anta 9 la cui corsa viene sensibilmente rallentata.
L'elemento di intercettazione 28 come il pistone 39 si avvicinano comunque alla porzione di fondo 20 dell’involucro di contenimento 17 vincendo la resistenza del fluido e dell’elemento di richiamo 40. il fluido percorre il canale 31 immettendosi, attraverso le luci di comunicazione 31 c, nella prima camera a volume variabile 29 del circuito fluidodinamico 27. Quando l’elemento di intercettazione 28 raggiunge la posizione retratta l’anta 9 si trova nella prima posizione appoggiandosi delicatamente contro il bordo perimetrale 7a dell’apertura di accesso 7 del vano di alloggiamento 3 che viene conseguentemente chiuso. Quando l’anta 9 viene ricondotta manualmente dalla prima alla seconda posizione, per aprire il vano di alloggiamento 3, la molla elicoidale 40a dell’elemento di richiamo 40 è libera di assumere la propria condizione originale per cui spinge, in direzione della porzione di testa 19, il pistone 39 determinando la traslazione dell’elemento di intercettazione 28 dalla posizione retratta alla posizione protesa. In tele situzione però, lo spostamento dell’elemento di intercettazione 28 dalla posizione retratta alla posizione protesa avviene più rapidamente dello spostamento contrario in quanto l’apertura di sfogo 39a del pistone 39 viene disimpegnate dalla valvola unidirezionale 39b. Il fluido passa dalla prima camera 29 alla seconda camera 30 attraversando l’apertura di sfogo 39a del pistone 39. Il dispositivo 1 è così nuovamente pronto per rallentare ancora lo spostamento dell'anta 9.
Vantaggiosamente, è possibile regolare il grado di resistenza opposte del fluido e conseguentemente la velocità di avanzamento dell’elemento di intercettazione 28, agendo direttamente sull’elemento di regolazione 41 e, indirettamente, sull’ampiezza della strozzatura calibrate 32. In altre parole, agendo sull’elemento di regolazione 41 è possibile gestire il rallentamento dell'anta 9 quando quest’ultima urte la porzione di battute 37 dell’elemento di intercettazione 28.
Naturalmente, il numero dei dispositivi utilizzati all’interno di ciascun vano di alloggiamento 3 di un mobile 2, nonché la loro posizione, possono essere scelti in relazione alle esigenze del produttore.
La presente invenzione risolve i problemi riscontrati nella tecnica nota e raggiunge gli scopi proposti.
Innanzitutto, la presente invenzione consente di preservare l’integrità estetica e strutturale dei mobili 2 e degli elementi di chiusura 9 evitando urti fra queste parti. Infatti, il dispositivo 1 secondo la presenta invenzione rallenta vantaggiosamente la corsa dell’anta o altro elemento di chiusura 9 la quale si adagia delicatamente, in chiusura, contro il bordo perimetrale 7a dell’apertura di accesso 7 nel vano alloggiamento 3.
II rallentamento degli elementi di chiusura 9 del mobile 2 consente inoltre di proteggere le persone da eventuali danni fisici dovuti alla chiusura delle dita fra il mobile 2 e gli elementi di chiusura stessi.
Va inoltre considerato che la particolare struttura del dispositivo oggetto della presente invenzione conferisce allo stesso una facile e semplice assemblabiiità nonché costi di realizzazione e commercializzazione contenuti. Infatti, l’attuatore fluidodinamico 16 è ottenibile facilmente dall’assemblaggio di camìcie tubolari 18, 33 comunemente reperibili in commercio con componenti ricavabili da consuete lavorazioni di tornitura e fresatura come ad esempio la porzione di testa 19 e la porzione di fondo 20.
Claims (15)
- RIVENDICAZIONI 1 . Dispositivo di smorzamento per elementi di chiusura di mobili del tipo comprendente una struttura definente almeno un vano di alloggiamento (3) al quale risulta operativamente associato almeno un elemento di chiusura (9) mobile tra una prima posizione in cui chiude detto vano di alloggiamento (3) ed una seconda posizione in cui è distanziato da detto vano di alloggiamento (3) per cui quest’ultimo risulta aperto, caratterizzato dal fatto che comprende: almeno una struttura di supporto (10) associabile a detto mobile (2); mezzi di contrasto (14) operativamente impegnati a detta struttura di supporto (10) ed attivi su detto elemento di chiusura (9) per esercitare su quest’ultimo un’azione contraria al movimento dello stesso dalla seconda alla prima posizione, per cui tale movimento viene rallentato.
- 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, in cui detta struttura di supporto (10) presenta: almeno una porzione di attacco (11) per l’impegno di detto dispositivo di smorzamento (1) a detto mobile (2); almeno una porzione di aggancio (15) per l’impegno di detti mezzi di contrasto (14) a detta struttura di supporto (10), detta porzione di aggancio (15) presentando almeno una sede di impegno (15a) destinata ad essere occupata da detti mezzi di contrasto (14) ed almeno un elemento di trattenimento (15b) predisposto ad agire su detti mezzi di contrasto (14) per mantenere questi ultimi solidali a detta struttura di supporto (10) quando detti mezzi di contrasto (14) si trovano in corrispondenza di detta sede impegno (15a).
- 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, in cui detto elemento di trattenimento (15b) è realizzato in materiale elasticamente deformabile per determinare un impegno a scatto dei mezzi di contrasto (14) a detta struttura di supporto (10).
- 4. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 , in cui detti mezzi di contrasto (14) comprendono almeno un attuatore fluidodinamico (16).
- 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, in cui detto attuatore fluidodinamico (16) comprende: almeno un involucro di contenimento (17) sostanzialmente cilindrico presentante una camicia esterna (18) di conformazione sostanzialmente tubolare nella quale risultano inseriti, in una prima estremità (18a), una porzione di testa (19) ed in una seconda estremità (18b), una porzione di fondo (20), entrambe predisposte a chiudere da parti opposte la camicia esterna (18); un circuito fluidodinamico (27) definito internamente all'involucro di contenimento (17) e contenente almeno un fluido, detto circuito fluidodinamico (27) presentando almeno una strozzatura calibrata (32) di passaggio del fluido; almeno un elemento di intercettazione (28) ermeticamente impegnato attraverso detto involucro di contenimento (17) e presentante almeno una porzione di battuta (37) predisposta ad agire contro detto elemento di chiusura (9) di detto mobile (2), detto elemento di intercettazione (28) essendo operativamente collegato a detto circuito fluidodinamico (27) per determinare un passaggio di fluido attraverso la strozzatura calibrata (32) a seguito dello spostamento dell’elemento di intercettazione (28) da una posizione protesa verso detto elemento di chiusura (9) ad una posizione retratta verso detto vano di alloggiamento (3).
- 6. Dispositivo secondo la rivendicazione 5, in cui detti mezzi di contrasto (14) comprendono inoltre almeno un elemento di richiamo (40) operativamente associato a detto elemento di intercettazione (28) per portare quest’ultimo dalla posizione retratta alla posizione protesa quando detto elemento di chiusura (9) è nella seconda posizione.
- 7. Dispositivo secondo la rivendicazione 5, in cui detto elemento di intercettazione (28) è operativamente collegato a detto circuito fluidodinamico (27) tramite almeno un pistone (39) presentante almeno un’apertura di sfogo (39a) estendentesi da una parte all'altra dello stesso e munita di almeno una valvola unidirezionale (39b)).
- 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 5, in cui detto involucro di contenimento (17) comprende inoltre una camicia interna (33) sostanzialmente tubolare coassialmente collocata all’interno di detta camicia esterna (18) per cui un'intercapedine cilindrica (31 b) è definita tra dette camicie (18, 33).
- 9. Dispositivo secondo la rivendicazione 8, in cui dette porzioni di testa e di fondo (19, 20) sono impegnate a detta camicia esterna (18) per avvitamento ed impegno detta camicia interna (33) per bloccarla rispetto alla camicia esterna (18).
- 10. Dispositivo secondo la rivendicazione 8, in cui detto circuito fluidodinamico (27) presenta una prima ed una seconda camera a volume variabile (29, 30) ed almeno un canale di collegamento (31) estendentesi tra una camera e l’altra ed in comunicazione con le stesse, detto canale di collegamento (31) essendo almeno parzialmente definito da detta intercapedine cilindrica (31 b).
- 1 1 . Dispositivo secondo la rivendicazione 5, comprendente inoltre mezzi di regolazione (41) per impostare la velocità di movimentazione di detto elemento di intercettazione (28) almeno dalla posizione protesa verso la posizione retratta.
- 12. Dispositivo secondo la rivendicazione 11, in cui detti mezzi di regolazione (41) comprendono almeno un otturatore (43) attivo su detta strozzatura calibrata (32) di detto circuito idraulico (27) per ridurre e/o ampliare almeno una sezione dì passaggio di detta strozzatura calibrata (32).
- 13. Dispositivo secondo la rivendicazione 10, in cui detta strozzatura calibrata (32) è definita coassialmente in detta porzione di fondo (20) e detti mezzi di regolazione (41) comprendono uno stelo (42) coassialmente impegnato attraverso la porzione di fondo stessa e portante terminalmente detto otturatore (43), detto stelo (42) essendo mobile assialmente per posizionare detto otturatore (43) rispetto alla strozzatura calibrata (32).
- 14. Mobile comprendente: una struttura definente almeno un vano di alloggiamento (3); almeno un elemento di chiusura (9) operativamente associato a detto vano di alloggiamento (3) e mobile tra una prima posizione in cui chiude detto vano di alloggiamento (3) ed una seconda posizione in cui è distanziato da detto vano di alloggiamento (3) per cui quest’ultimo risulta aperto, caraterizzato dal fatto che comprende inoltre almeno un dispositivo di smorzamento (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti.
- 15. Mobile secondo la rivendicazione 14, comprendente inoltre mezzi elastici di spinta operativamente ativi su deto elemento di chiusura (9) per spingere quest’ultimo verso il vano di alloggiamento(3) quando l’elemento di chiusura stesso è nella prima posizione.
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